26 Gennaio 2014

Associazioni dei consumatori: «Agiremo come parte civile»

Associazioni dei consumatori: «Agiremo come parte civile»

di Marcello Radighieri L’ alluvione mobilita anche le associazioni di consumatori. Codacons e Federconsumatori scendono infatti in campo, da un lato orientandosi verso le contingenze legate all’ emergenza, dall’ altro gettando l’ occhio al futuro, sulle iniziative nel “lungo periodo”. La prima, in particolare, ha incaricato il suo duo d’ ingeneri di avviare un’ investigazione privata per «capire quanto è successo». Il lavoro, svolto parallelamente alle indagini conoscitive aperte dalla Procura e dalla Commissione di esperti nominata dalla Regione, salutate positivamente, si concretizzerà poi in un esposto al Tribunale. Intercettando le polemiche alimentate negli ultimi giorni dal caso nutrie, poi, entrambe le sigle chiedono «chiarezza nella individuazione delle responsabilità» «Non entro nella diatriba; mi limito ad annotare che i cittadini pagano le tasse anche perché gli argini tengano e proteggano campagne e paesi. E questo, di fatto, non è avvenuto», commenta Fabio Galli, vicepresidente regionale del Codacons. Il richiamo è quasi immediato. Saltano alla mente le cosiddette “class action”, annunciate a più riprese nei giorni scorsi. Federconsumatori frena però gli entusiasmi, «onde evitare equivoci ed illusioni»: le attuali normative in tema di azioni collettive risarcitorie, secondo la sigla, sarebbero «difficilmente applicabili». Anche perché in questo caso il soggetto interessato apparterrebbe alla Pubblica amministrazione; pertanto, secondo la normativa introdotta dall’ allora ministro Brunetta, non è previsto alcun diritto risarcitorio. A meno che la Procura non riuscisse nell’ identificare responsabilità penali, avviando di conseguenza un procedimento; in questo caso, infatti, si potrebbe valutare la «possibilità e opportunità di una eventuale costituzione di parte civile per i cittadini danneggiati». Dubbi vengono mostrati anche dal Codacons, che però lascia aperto maggiori spiraglio. Le “class action” non vengono escluse; anzi, «le faremo certamente». Ma non subito, bisogna prima «capire quale sarà la nostra controparte». In pratica: voce alla magistratura, a cui viene affidato il compito di stabilire eventuali responsabilità, anche civilistiche. Anche perché, aggiunge lo stesso Galli, è comunque necessario trovare chi ha sbagliato. «Se c’ è un funzionario che non ha vigilato pagherà lui per primo. Non può sborsare sempre Pantalone». Proprio per riunire i cittadini danneggiati in una sorta di gruppo di pressione, su un modello già adottato precedentemente dalla stessa sigla di consumatori e dimostratosi vincente, si costituisce ora un comitato, “Insieme è meglio”, frutto dell’ iniziativa di Lisa Secchia, creatrice della pagina Facebook “Alluvionati e incazzati”. Il Codacons, che assicura di voler agire nel rispetto «dell’ identità delle varie realtà», ci mette gli avvocati. In questo modo le spese legali per il singolo cittadino dovrebbero risultare notevolmente contenute. Prendendo ad esempio quelle azioni collettive portate a termine dall’ associazione nei mesi scorsi, Galli spiega che «si è arrivati a spendere attorno ai 600 euro a testa, a fronte di costi che per il privato si sarebbero altrimenti aggirati attorno a diverse migliaia di euro». Ma l’ attenzione delle sigle dei consumatori va anche, forse soprattutto, all’ urgenza di questa fase, che vede i cittadini impegnati nella conta dei danni. Arrivano quindi raccomandazioni «a non dimenticare mai di documentare in tutti i modi possibili», anche servendosi di fotografie e prove cartacee, i danneggiamenti subiti, oltre alle spese sostenuta per la ripulitura. Una documentazione da conservare attentamente, per poi essere allegata alle richieste di risarcimento danni. Federconsumatori, poi, lancia diversi appelli a enti e istituzioni. Chiama in causa i gestori di energia elettrica e gas presenti nelle zone colpite per chiedere «la sospensione per almeno 6 mesi dei pagamenti delle fatture dei vari servizi gestiti», come già spontaneamente fatto da Aimag e Sinergas. Ma anche l’ Associazione Bancaria Italiana e a quella delle Imprese Assicuratrici, affinché consentano il posticipo dei pagamenti delle rate di mutuo o di finanziamenti o l’ avvio di un canale agevolato di analisi dei danni e una rapida erogazione dell’ indennizzo.

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