4 Giugno 2003

Assistenti Alitalia «malati», i nomi alla Procura

Assistenti Alitalia «malati», i nomi alla Procura


Aperte tre inchieste, si indaga anche sui medici che hanno firmato i certificati. Cancellati 285 voli, a terra 35 mila persone



ROMA – Questa volta a complicare le cose c?era anche uno sciopero vero e proprio. Dichiarato da 8 sigle sindacali, senza il passaparola e i certificati. Una protesta che si è sommata alle hostess e agli steward in malattia contro il piano di riduzione degli assistenti di volo, e allo sciopero generale in Francia. Alla fine Alitalia ha dovuto cancellare 285 voli, lasciando a terra circa 35 mila persone. Le assenze in massa per motivi di salute arrivano in tribunale: tre le inchieste aperte. Si indaga anche sui medici che hanno firmato quei certificati. La commissione di garanzia ha chiesto chiarimenti sulla vicenda. Oggi al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l?incontro fra governo, azienda e sindacati. Si tenterà una mediazione.



VOLI CANCELLATI – Dei 285 voli cancellati, 184 sono stati annullati per lo sciopero dalle 12 alle 16 di piloti e assistenti. Solo questo ha lasciato a terra 28 mila passeggeri. Altri 41 collegamenti sono stati soppressi per la protesta dei controllori francesi. Gli altri 60 per la mancanza degli assistenti di volo in malattia. Qui la stima è più difficile: sommando le due voci non hanno volato circa 7/8 mila passeggeri. Ancora file e disagi negli aeroporti. Non tanto nelle ore centrali della giornata, quelle dello sciopero ufficiale. Quanto in mattinata e nel pomeriggio. E la protesta con i certificati continua. Solo ieri mancavano 998 tra hostess e steward. Ma la situazione potrebbe migliorare. In serata almeno 200 assistenti di volo hanno chiesto il certificato di fine malattia per tornare in servizio.



INCHIESTE – La magistratura si muove. La Procura di Milano ha aperto un?inchiesta. La Polaria di Fiumicino ha inviato un fascicolo a quella di Civitavecchia, competente sullo scalo romano. Anche la Procura di Roma ha avviato un?indagine. La Capitale ha competenza non sullo scalo ma sulla sede dell?Alitalia. L?ipotesi di reato, quindi, potrebbe essere quella di truffa ai danni della compagnia e dell?Inps: nei giorni di assenza, lo stipendio non viene pagato dall?azienda ma dall?istituto di previdenza. Alitalia ha trasmesso ai magistrati romani l?elenco dei malati. Sempre al palazzo di giustizia della Capitale è arrivata la denuncia dell?associazione dei consumatori Codacons. Due pagine in cui si chiede di far luce non solo sui certificati, ma anche sul comportamento dell?azienda che «invece di mandare le visite fiscali» ha «ritenuto più vantaggioso eliminare i voli comunque in perdita, perché viaggiano semivuoti in questo periodo di Sars e guerra». Ma non finisce qui. Antonio Martone, presidente della commissione di garanzia sugli scioperi, ha chiesto una «informativa urgente e dettagliata» all?Alitalia. Chiarendo che, in caso di mancata giustificazione dei certificati, «si sarebbe in presenza di un?astensione collettiva in chiara violazione della disciplina vigente».



CERTIFICATI – Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, difende i medici: «A loro non deve essere attribuita alcuna responsabilità, e su loro non può essere scaricata la pessima immagine di quanto accaduto». Ma non si ferma qui. Perché, in una lettera ai rappresentanti della categoria, chiede un «maggior rigore» nel certificare le assenze dal lavoro. E propone di passare al sistema dell?autocertificazione per i permessi brevi, quelli di due giorni al massimo.



LA TRATTATIVA – L?incontro di questa mattina al ministero delle Infrastrutture sarà il momento della mediazione. Dice il vice ministro Mario Tassone, che siederà al tavolo per il governo: «C?è tutta la volontà per trovare una soluzione, tenendo presenti le esigenze sia dei lavoratori sia delle compagnie di bandiera». Più duro il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi: «A nessuna corporazione può essere consentito di paralizzare il Paese con la facile elusione delle regole». Mentre il presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi, parla di «protesta plateale, anomala e atipica.

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