Assistenti a casa, oggi sit in alla Regione
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – All’ Asl di Lecce non mancano i grattacapi. Per oggi, a Bari, davanti alla sede della Regione Puglia, è stata annunciata una manifestazione da parte dei cento lavoratori impegnati nei servizi di trasporto e assistenza per i malati oncologici, il cui contratto scade il 31 gennaio prossimo. La Usb dice no alla disoccupazione per 50 autisti e altrettanti operatori socio sanitari e formula una proposta: istituzionalizzare il servizio affidandolo alla Sanità Service, società in house dell’ Asl, garantendo così stabilità occupazionale ai cento dipendenti. «L’ assorbimento nella società in house è tecnicamente impossibile – spiega il direttore generale dell’ Asl Valdo Mellone – perché si possono internalizzare servizi già esternalizzati non gestiti direttamente dall’ azienda. In più la Sanità Service non ha nel suo assetto sociale attività di assistenza diretta agli utenti. La strada che stiamo seguendo è quella dell’ assorbimento dell’ attività assistenziale, quindi dei lavoratori, in associazioni di volontariato che già hanno un contratto con l’ azienda per l’ assistenza domiciliare». E sempre a proposito di grane, la Codacons ha diffidato l’ Asl a fornire al più presto le nuove Tac agli ospedali di Lecce, Gallipoli e Casarano in sostituzione di quelle ormai obsolete. Dai ritardi nella consegna degli apparecchi, a causa di una querelle giudiziaria tra le società che hanno partecipato alla gara per la fornitura, secondo il Codacons, deriva un «comportamento lesivo del diritto alla salute dei salentini». Per tentare di sbloccare la situazione è pronto un ricorso al Tar. «Hanno perfettamente ragione e noi ci adegueremo a quello che dirà il giudice», risponde secco Valdo Mellone. Infine, altre frizioni caratterizzano ultimamente i rapporti tra Asl ed Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) che chiede di non chiudere il suo centro di recupero presso l’ istituto «Anna Antonacci» di piazzetta Peruzzi per aprirne uno simile prezzo il «Fazzi». Non solo. L’ Uici accusa l’ Asl di non aver trasferito i fondi per l’ acquisto degli ausili necessari all’ autonomia dei disabili, di non avere assunto terapisti e di non aver finanziato i corsi di orientamento. «E’ del tutto legittimo che venga istituito un centro al Fazzi – ribatte Mellone – e inoltre non sono dovuti trasferimenti di fondi, ma solo contributi». A. D. R. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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