Assicurazioni, raddoppiate le liti
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fonte:
- Il Messaggero
Un altro aspetto critico del rapporto tra compagnie e utenti è rappresentato dalla minore inclinazione di questi ultimi a chiudere un occhio, soprattutto da quando sono stati annunciati aumenti a catena. Così, anche per risarcimenti contenuti, si aprono lunghi contenziosi. I casi più frequenti riguardano i piccoli incidenti (bozze agli sportelli, strisciate sulla fiancata dell`auto), per i quali gli assicurati chiedono, ad esempio, che venga sostituito l`intera portiera o che venga riverniciata tutta la fiancata del veicolo. In passato, c`è stato anche chi ha preferito incassare i soldi senza poi farsi effettivamente riparare il veicolo e per questo le assicurazioni sono diventate più diffidenti. Di conseguenza, le liti che una volta si discutevano in ufficio con il liquidatore, vengono risolte sempre più spesso in tribunale. La svolta in questi casi, può essere fornita dalla progressiva riduzione della cosiddetta “zona grigia“. «“Buggerare“ le compagnie – sostiene uno specialista del settore – è molto più difficile. O si organizzano vere e proprie truffe o, al massimo, si “gioca“ sull`importo della riparazione, gonfiandolo. Bisogna anche ricordare che ora il danno viene pagato solo se il veicolo è stato effettivamente riparato». Le basi per ridurre i contenziosi dunque sarebbero state poste, ma ciononostante le liti aumentano.
E il lato peggiore del fenomeno emerge quando a uscire malconci dagli incidenti sono le persone e la gravità dei danni subiti suggerirebbe un risarcimento veloce. Esemplare il caso dell`operaio investito da un automobilista mentre si recava al lavoro in bici. Nonostante le ferite riportate e nonostante il ciclista fosse nel giusto, la compagnia dell`investitore, dopo aver riconosciuto un modesto anticipo (l`uomo ha bisogno di assistenza), ritarda oltremodo la definizione del risarcimento. «Sul danno biologico – continua il Codacons – notiamo un irrigidimento generalizzato, quando invece occorrerebbe distinguere tra chi nel sinistro non si è fatto male e chi invece ha riportato conseguenze serie. Servirebbe più correttezza e senso di responsabilità da parte di tutti».
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