15 Agosto 2008

Assicurazioni, il Codacons chiede di indagare sui bilanci

Contro il caro-polizze assicurative è sul piede di guerra il Codacons. L`associazione ha presentato una denuncia per estorsione alla Procura della Repubblica di Roma. E con un esposto ha chiesto all`Antitrust di “indagare sull`eventuale violazione della legge sulla concorrenza“ e di “intervenire con sospensione delle autorizzazioni nei confronti delle compagnie che hanno praticato smisurati aumenti. Dal 1994 a oggi le tariffe assicurative per un`auto di media cilindrata e per uno scooter di cilindrata inferiore ai 150 cc sono aumentate rispettivamente del 150% e del 413% -. “Si tratta di aumenti folli e ingiustificabili. Dati che destano maggiore preoccupazione in considerazione del fatto che aumenti pressochè identici sono stati attuati dalle compagnie assicurative“. Tra le richieste avanzate all`Antitrust dal Codacons anche quella di indagare controllando “i bilanci societari al fine di verificare se gli introiti assicurativi diversi da Rc auto (ramo vita, furto, ecc.) siano correttamente inseriti a compenso nei bilanci Rc auto“. Quanto alla denuncia per estorsione, “l`utente è obbligato a stipulare la polizza perchè è la legge ad imporlo, mentre le compagnie sono libere di stabilirne il prezzo. E` evidente che per evitare il sequestro veicolo l`utente e costretto a pagare qualsiasi cifra, soprattutto quando neanche il passaggio da una compagnia all`altra è vantaggioso perché i premi sono uguali. Nell`esposto chiediamo alla magistratura – conclude l`associazione che tutela i consumatori – di sequestrare le polizze con costo eccessivo rispetto al valore del motorino assicurato come prova di reati commessi ai danni dei consumatori“. L`altro ieri, altre due associazioni avevano denunciato il forte rincaro delle polizze: Adusbef e Federconsumatori avevano messo in risalto il fatto che negli altri Paesi della Ue, come Francia, Spagna, Germania, gli aumenti registrati negli stessi anni non hanno mai superato la soglia del 78%. I consumatori stimano così in almeno 80-100 euro a polizza i “doverosi ribassi“, che le imprese assicurative dovrebbero applicare, invitando “il governo che va a braccetto con banche e assicurazioni, a porre fine a una speculazione assurda e illegale

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