23 Aprile 2015

Assicurazioni contro gli infortuni, odissea per avere l’ indennizzo

 Assicurazioni contro gli infortuni, odissea per avere l’ indennizzo

 

segue dalla prima pagina Era convinto di essersi messo in buone mani, affidandosi a un contratto di assicurazione contro gli infortuni sottoscritto con Poste Italiane, a Perugia. Ma dopo un infortunio domestico, per un pensionato del capoluogo, accedere all’ indennizzo è diventata una specie di “odissea”. A un anno dalla denuncia della caduta, sulle scale di casa, dei soldi previsti nel contratto non c’ è neanche l’ ombra. Ora l’ uomo si è rivolto al Codacons Umbria che ha messo in moto il suo ufficio legale per capire i motivi del ritardo. Nella sfortunata caduta, il pensionato si è fratturato una costola e incrinato una vertebra tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. Per l’ assicurato non si è resto necessario il ricovero ma una convalescenza e terapie a domicilio. Il tutto documentato da un referto e memore del contratto di assicurazione sottoscritto con Poste Italiane, ha inoltrato la richiesta di indennizzo. «Per un periodo di tempo – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – da Poste hanno continuato a chiedere la cartella clinica e ogni volta il pensionato ha dovuto spiegare che aveva solo un referto, elencando ogni volta i problemi subiti nella caduta. A distanza di un anno, però, l’ indennizzo non arriva: a cosa serve un’ assicurazione se non si riesce ad avere il rimborso previsto?». Una domanda a cui, dopo mesi in cui l’ assicurato perugino si è rivolto anche a un amico avvocato, sta cercando di rispondere proprio l’ associazione che ha messo in moto il proprio ufficio legale. Nelle ultime settimane, dietro l’ ennesima richiesta, il pensionato ha anche inviato un’ autocertificazione con allegato di nuovo il referto del pronto soccorso. Ma dei soldi non c’ è ancora traccia. «Queste persone accettano le proposte che spesso vengono fatte negli uffici postali perché considerano Poste italiane un interlocutore quasi familiare – aggiunge Falcinelli – ed è inaccettabile che si proceda con tali tempi: a maggior ragione in questo caso che prevede un massimale di appena 2mila euro». Non è l’ unico tipo di disavventura nel rapporto Poste-pensionati con l’ associazione che negli ultimi tempi ha raccolto anche le lamentele di una coppia di anziani che aveva investito 10mila euro allo sportello. Un gruzzolo che dopo 10 anni si è ridotto di 2mila euro. «In questo caso non abbiamo potuto far niente: il problema è che il tipo di investimento non sempre viene spiegato a dovere e chi lo sottoscrive non è in grado di comprenderne, ad esempio, il grado di rischio. Per questo è bene sempre leggere con attenzione condizioni e clausole». Fabio Nucci.

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