Assicurazioni auto e prezzi salati, è bufera
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fonte:
- Il Messaggero
«Questo decreto – fa sapere Angelo Garofalo, presidente di Adoc Umbria – è incostituzionale e penalizzante per migliaia di utenti della nostra regione, andando ad unico ed esclusivo vantaggio delle compagnie di assicurazione». Nella promozione del referendum abrogativo, l`associazione chiede il sostegno dei parlamentari umbri, anche dei due deputati che si sono espressi a favore del decreto quando è passato all`esame della Camera per la conversione in legge. «Invitiamo anche le associazioni ad unirsi – aggiunge Garofalo – e formare un comitato per indire il referendum popolare contro la legge truffa salva-compagnie». Contro il provvedimento c`è anche un ricorso-denuncia alla Commissione europea, mentre si attende anche la pronuncia della Corte Costituzionale.
Nel frattempo, ecco come cambia l`accesso alla giustizia per i consumatori. La nuova legge blocca i ricorsi contro le compagnie promossi, per recuperare quanto pagato in più nel periodo 1995/2000, davanti ai giudici di pace. I quali potranno pronunciarsi «secondo equità» solo nelle cause sotto i 1.100 euro e nelle controversie che non riguardino i contratti “di massa“. Vengono quindi escluse tutte le vertenze su polizze assicurative (Rc auto e non), bollette (luce, gas e telefono) e rapporti bancari. In questi casi, il giudice di pace potrà esprimersi «secondo diritto» e, in caso di successo del consumatore, per il ricorrente (nel caso dei rimborsi assicurativi, le compagnie) si aprono le porte della giustizia ordinaria.
L`intero procedimento diventa dunque più lungo e costoso (servirà assistenza legale, non richiesta nei giudizi di equità sotto 516 euro) e il ricorso alla giustizia per contestazioni e disservizi viene di fatto scoraggiato. Tuttavia, le cause intraprese prima del 10 febbraio 2003 seguiranno il vecchio iter: sulle vertenze inferiori a 1.032 euro è ammesso il giudizio “per equità“ che dà maggiore possibilità di successo al consumatore, con il ricorrente che può appellarsi in Cassazione solo per «vizi di forma».
Dalle assicurazioni ai prezzi, cambiano (alcuni) attori ma la tensione è la stessa. Dopo il monitoraggio sui prezzi di frutta e verdura operato da Adiconsum, Codacons e Federconsumatori, è di nuovo scontro con i commercianti. «É scandaloso – dice Antonio Giorgetti, presidente di Confcommercio Perugia – presentarsi con dati privi di fondamento scientifico e su questi basare campagne diffamatorie che mettono in cattiva luce l`intero comparto commerciale». L`organizzazione contesta tempi e metodi di rilevazione spiegando che i prezzi dei prodotti ortofrutticoli sono esposti a variazioni stagionali e che in alcuni mercati l`offerta è scarsa e la produzione è in ritardo. «I confronti vanno fatti su prodotti uguali, verificando se ci sono stati aumenti alla fonte. In questo clima qualsiasi linea di dialogo è impraticabile».
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