6 Luglio 2016

Assicurazione auto, tariffe campane vergognose

Assicurazione auto, tariffe campane vergognose

NAPOLI (cm) – L’ annuncio trionfale dell’ Ania è di ieri mattina: “Cala il prezzo delle polizze rc auto ma si conferma il divario con la media europea”. Più precisamente, ha dichiarato il presidente Maria Bianca Farina, nel corso della relazione all’ assemblea annuale, nell’ ultimo trimestre del 2015, il prezzo della polizza “è risultato pari a 439 euro, in termini unitari è diminuito di quasi il 20% rispetto a tre anni prima”. Secondo le stime di una primaria società di consulenza internazionale, ha spiegato Farina, il divario rispetto alla media dei principali Paesi europei, è sceso da 213 euro nella media del 2008-2012 a 138 euro nel 2015. Nei primi cinque mesi dell’ anno in corso tale differenza si è ulteriormente assottigliata. C’ è da gioire allora? Gli automobilisti possono tirare un sospiro di sollievo? Secondo il Codacons per niente. ” Il confronto tra le tariffe rc auto italiane ed europee è uno specchietto per le allodole, volto a deviare l’ attenzione dal vero problema esistente nel nostro paese sul fronte assicurativo: le abnormi e ingiustificate differenze tariffarie tra nord e sud Italia”, ha fatto sapere il presidente Carlo Rienzi. Mentre si assottiglia la differenza tra i costi delle polizze italiane e costi medi del l’ Rc auto nei principali paesi europei, continua a rimanere enorme il divario tariffario tra nord e sud Italia. Gli assicurati residenti in regioni come Campania, Puglia e Calabria proseguono ad essere “tartassati” sul fronte dell’ rc auto, nonostante la diminuzione dei sinistri e delle truffe, le nuove norme sul colpo di frusta e l’ installazione della scatola nera. Per assicurare una automobile a Napoli si spende mediamente poco più di 1.000 euro, ma si possono raggiungere anche i 2.800 euro – denuncia il Codacons – In Valle D’ Aosta bastano 310 euro, e circa 360 euro è il costo medio dell’ rc auto in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. “Differenze tariffarie che rappresentano una vergogna e che non trovano alcuna giustificazione nella realtà, considerato il calo delle truffe e le norme sulle lesioni lievi che hanno determinato una riduzione dei costi in capo alle compagnie di assicurazioni”, conclude Rienzi.

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