20 Giugno 2016

Assicurarsi costa troppo così l’Italia resta un caso

Assicurarsi costa troppo così l’Italia resta un caso

da Affari&Finanza

Una buona notizia e l’ altra cattiva. Cominciamo dalla prima. Gli italiani nel 2015 hanno speso per l’ automobile 148 miliardi, il 4,3 per cento in meno rispetto all’ anno precedente. Secondo l’ Annuario Statistico dell’ Automobile Club d’ Italia sono scesi e i conti per il carburante (-16% pari a 35 miliardi) e il prelievo fiscale derivante dai trasporti che raggiunge la cifra di 62,7 miliardi di euro, (-0,4 mld di euro rispetto al 2014). E’ cresciuto invece il numero di auto circolanti (circa 340.000 in più, per un totale di 37.351.233 unità), così come le nuove immatricolazioni, pari a 1.594.259, +15,8%. Quindi un quadro, tutto sommato positivo. Veniamo ora all’ altra notizia, quella cattiva. Riguarda, indovinate un po’, le assicurazioni. Qui le tariffe sono calate nel 2015 (-7,5 per cento) ma resta ancora un’ enorme differenza con il resto dell’ Europa equivalente a circa 150 euro. Secondo il Codacons, però, «l’ aspetto più grave è che vi siano ancora differenze di prezzo abissali all’ interno del nostro stesso Paese: per assicurare un’ automobile in Campania, ad esempio, si arriva a pagare il 140% in più rispetto a Friuli e Valle d’ Aosta». Quando finirà questo divario tra il nord e il sud e con il resto d’ Europa? La risposta prima era legata all’ altissimo numero di frodi. Adesso però è più difficile da sostenere. Perché i contratti con scatola nera sono arrivati a un sesto del totale e quindi si sarebbe dovuto ridurre anche quel tipo di rischio (ovvero l’ alibi utilizzato dalle compagnie per applicare gli aumenti) e invece nulla. Le differenze interne restano così come quella con l’ Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
valerio berruti

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