6 Novembre 2020

Assembramento in aula Slittano le udienze sugli abusi al crematorio

dal gip i ricorsi presentati dai familiari di 600 defunti “serve più spazio, riuniamoci nella sala di un cinema”
Undici avvocati e poi giudice, cancellieri, pubblico ministero e rappresentanti delle parti lese erano decisamente troppi per un’ aula di tribunale, specialmente l’ ultimo giorno prima del nuovo lockdown. Ieri le udienze davanti al gip Arianna Pisano per i ricorsi presentati da circa 600 familiari di potenziali vittime degli abusi compiuti dai gestori del forno crematorio di Biella, contro le richieste di archiviazione della Procura, sono state tutte rinviate. La richiesta è partita dal procuratore Teresa Angela Camelio e ha trovato d’ accordo anche i legali o almeno la maggior parte. Sempre dalla Procura è partita la richiesta per unificare tutte le udienze, adesso erano quattro, relative alle archiviazioni, in modo di affrontare la discussione in una sola tornata. Che è in programma per ora il 15 gennaio. «Una udienza con tante parti civili da remoto mi sembra difficile – spiega il procuratore Camelio -, per un problema stesso della tecnologia usata, che non permette di gestire efficacemente tanti soggetti. Sarebbe meglio trovare un’ aula più capiente, ad esempio un cinema, in cui spostare in via eccezionale l’ udienza». D’ accordo anche l’ avvocato Alessandra Guarini, che, insieme al Codacons, tutela la maggior parte delle famiglie che hanno presentato il ricorso. «In altre occasioni, come il processo per il crollo della torre nel porto di Genova, sono stati utilizzati i capannoni della fiera. Non credo che i disagi dovuti alla pandemia svaniranno tra un mese quindi andrà trovata probabilmente una sede alternativa». Una soluzione comoda potrebbe rivelarsi in questo senso il teatro Sociale, che è di proprietà della città e in cui sono già stati trasferiti da mesi i consigli comunali. Come avevano annunciato durante la cerimonia simbolica del primo novembre, in cui avevano accesso centinaia di lumini davanti al tempio crematorio e poi davanti all’ ecocentro di Biella, un’ azione simbolica per ricordare come le ceneri dei propri cari potrebbero essere state gettate nell’ immondizia, da cui i carabinieri durante le indagini che hanno portato alla condanna di Marco e Alessandro Ravetti e di numerosi collaboratori, avevano recuperato centinaia di chili di ceneri umane, davanti al tribunale si sono ritrovati numerosi familiari.m. z. – © RIPRODUZIONE RISERVATA I familiari di alcuni defunti ieri mattina fuori dal tribunale.

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