Assemblea della Sac in ordine sparso
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fonte:
- La Sicilia.it
Tony Zermo Domani nella sede della Sac all’ aeroporto di Fontanarossa nuova assemblea dei soci, assemblea «totalitaria» come la precedente, nel senso che comprende la maggioranza dei soci e dunque è automaticamente valida: e come la precedente vedrà i protagonisti in ordine sparso perché al momento non c’ è alcuna convergenza su un nome. Una fase di stallo che rischia di durare abbastanza a lungo perché se un socio propone il nome di un suo candidato trova l’ opposizione di un altro socio, insomma una serie di veti incrociati. Per sottrarsi a questo gioco al massacro alcuni soci della Sac, come la Camera di commercio di Siracusa, non hanno espresso alcun nome, forse aspettando di valutare i candidati proposti da altri. Di sicuro si sa che la Camera di commercio di Catania ha mantenuto i suoi candidati, Totò Bonura e Nino Barberi (scelti all’ unanimità anche dalle associazioni agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione e servizi), e lo stesso ha fatto la Provincia di Catania che ha proposto il capo dell’ Ufficio tecnico dell’ Ente, ing. Giuseppe Galizia, e il dottor Francesco Schillirò, capo dell’ Ufficio Ragioneria. Ma questi candidati, pur rispettabili, non possono contare su una sufficiente «base elettorale», anche se la Camera di commercio di Catania da sola ha il 37,25% delle quote. Il problema è che il grande aeroporto catanese, che ha intanto ricevuto la prima tranche di 70 milioni (su 140) per iniziare i lavori di potenziamento, avrebbe bisogno di un vertice societario nel pieno delle sue funzioni e con il totale sostegno dei suoi soci, tenendo conto che fra circa tre mesi lo scalo chiuderà (dal 5 novembre al 5 dicembre) per i necessari lavori sulla pista vecchia di 50 anni. Cosa accadrà in quel mese di novembre? Ci sono contatti in corso, anche da parte dell’ Enac, con la base di Sigonella, per poter ospitare parte del traffico di Fontanarossa, che in quel periodo sarà comunque ridimensionato: l’ «eccedenza» sarà dirottata all’ aeroporto palermitano di Punta Raisi. «Non potrà essere utilizzato lo scalo di Comiso – dice il presidente della Sac, Gaetano Mancini – perché non c’ è il tempo materiale per i sei mesi necessari alla formazione del personale dei controllori di volo. E’ veramente un delitto non poter aprire Comiso – che è costato 42 milioni di denaro pubblico – perché il ministero non vuole accollarsi il pagamento dei servizi Enav sui 2 milioni l’ anno, che possono diventare 3 milioni se il traffico imponesse un ampliamento degli orari di servizio della torre di controllo. I 4,5 milioni stanziati dalla Regione coprirebbero i primi due anni, ma l’ Enav vuole garanzie anche per il futuro, e queste non gliele può dare nessuno». Alla domanda se sarebbe meglio vendere, la risposta è: «E chi se lo piglia in queste condizioni? ». Mancini aspetta di conoscere il nome del suo successore. Lascerà soddisfatto per il lavoro compiuto, ma con una punta di amarezza perché le associazioni Codacons, Coau, Anuta, Consumatori italiani e l’ Intesa sindacato autonomo ne chiedono el «immediate dimissioni» per essere stato l’ ing. Mancini rinviato a giudizio per omissione e rifiuti di atti d’ ufficio, una vicenda relativa ad una vertenza con la società di impacchettamento bagagli.
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