29 Giugno 2019

Assemblea dei giovani di sinistra «Gli indagati lascino il posto» Il M5S: «Va garantita l’ attività»

il timore. «non abbandonare – dicono i grillini – l’ istituzione senza un governo e senza una guida»
Gianluca RealeCatania. Non lasciare senza guida l’ ateneo, non danneggiare gli studenti. Ma c’ è anche chi chiede le dimissioni del rettore e l’ autosospensione dei docenti vincitori dei concorsi nel mirino dell’ inchiesta. Richiesta, quest’ ultima, che viene da Link- Studenti Indipendenti Catania che insieme con Coordinamento universitario Catania, Fronte Gioventù Comunista e Mua – Movimento universitario autorganizzato, ieri sera ha convocato un’ assemblea pubblica proprio di fronte al rettorato. «Al di là del corso dell’ indagine penale – dicono i rappresentanti di Link – il rettore ha la responsabilità morale di dimettersi. La stessa responsabilità sta in capo ai direttori di Dipartimento e a chi ricopre incarichi apicali». Inoltre, Link auspica che «i 27 docenti che hanno ottenuto la loro cattedra per via di concorsi truccati si autosospendano dall’ incarico», ma chiede all’ Ateneo di garantire «agli studenti il normale corso di svolgimento degli studi e il rispetto delle sessioni di esame già stabilite».«Quello che è successo è stomachevole – aggiungono i rappresentanti del Mua – ma non siamo sorpresi, avevamo da tempo testato la presenza di un sistema di baronaggio che dominava e domina l’ università. È una cosa che denunciamo da anni e che va di pari passo con l’ idea che ci hanno imposto dell’ università-azienda, disegno di cui questi professori e molti studenti delle formazioni giovanili di destra si sono fatti esecutori»Nella ridda di reazioni, dall’ estrema sinistra tuona anche Potere al Popolo: «Siamo vicini a chi con immensi sacrifici ha partecipato a concorsi per assegni di ricerca e dottorati e a tutti gli studenti in buona fede e alle loro famiglie che fanno tanti sforzi per pagare le tasse universitarie. Saremo presenti in ogni mobilitazione, presidio, manifestazione contro questo sistema universitario e quelli che hanno distrutto la cultura in questo paese». Il M5S si fa sentire. La deputazione catanese «chiede al vice ministro dell’ Università Lorenzo Fioramonti la nomina di un facente funzione. L’ Università di Catania non può rimanere un minuto di più senza guida o peggio ancora nelle mani di chi ha portato a questo stato di cose. La giustizia farà il suo corso, ma a farne le spese non possono e non devono essere l’ ateneo, studenti, lavoratori e docenti onesti». L’ europarlamentare Dino Giarrusso guarda con fiducia allo strumento per il quale ha lavorato con Fioramonti, «l’ osservatorio dei concorsi universitari che diverrà una istituzione cardine del Miur, atta ad assicurare trasparenza e meritocrazia. Contro ogni sacca di illegalità, il solo antidoto è quello di far vincere il merito e sostenere le competenze». La deputata Simona Suriano, dedica invece un pensiero, emblematico, «a Giambattista Scirè, il ricercatore che ha fatto causa, vincendola, all’ università di Catania».Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega per la Sicilia orientale, afferma che «grazie al lavoro degli inquirenti possiamo sperare che un giorno i nostri figli saranno valutati all’ interno di un sistema meritocratico». Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, per voce del segretario provinciale, Pino Manoli, esprime «sconcerto e preoccupazione» e si augura «che venga scritta la parola fine ad un sistema di “baronaggio universitario” che spesso si nutre di connivenze politiche e colpevoli silenzi». Il Codacons, tramite il dirigente dell’ ufficio legale, Carmelo Sardella, annuncia che «si costituirà parte offesa nel procedimento, e chiederà un maxi-risarcimento se verranno confermate le gravi accuse».

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