25 Luglio 2015

Assemblea a sorpresa, scavi chiusi Migliaia di turisti bloccati in coda

Assemblea a sorpresa, scavi chiusi Migliaia di turisti bloccati in coda

i cancelli riaperti dal soprintendente, l’ attività è stata sospesa senza preavviso.
Ha dovuto pensarci lui, il Soprintendente, aiutato dagli archeologi e dagli impiegati della segreteria tecnica, ad aprire i cancelli dell’ area archeologica più famosa del mondo. Solo grazie al pronto intervento di Massimo Osanna, infatti, i turisti che ieri mattina erano rimasti bloccati sotto il sole per l’ ennesima iniziativa sindacale hanno potuto avere accesso all’ antica città, dal 1977 nell’ elenco del Patrimonio mondiale dell’ umanità Unesco. Intanto però le foto delle lunghe file e dell’ ingresso sbarrato degli Scavi avevano già fatto il giro del mondo: l’ ennesima figuraccia per Pompei e per l’ Italia della cultura. Tutto aveva avuto inizio quando alcune sigle avevano riacceso le polveri dello scontro sindacale annunciando un’ assemblea (dunque il blocco delle attività) per giovedì mattina, ma i responsabili della Soprintendenza speciale, in extremis, erano riusciti scongiurare lo stop grazie al personale dell’ azienda Ales e anche grazie al fatto che molti custodi avevano disertato l’ incontro. Sembrava fatta, e invece ieri un’ assemblea indetta senza alcun preavviso (nemmeno un foglio in biglietteria) ha preso tutti in contropiede e messo ancora una volta nei guai i tour operator e creato gravi disagi. Come era già successo nei mesi scorsi, anche ieri il ministro Franceschini ha parlato di «danno incalcolabile». Ed ha poi aggiunto: «Chi fa così, fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto al proprio Paese». Ben più drastica la reazione dei cittadini, sia quelli che lavorano con il turismo, sia chi si è trovato bloccato in fila: «Per certi sindacalisti ci vorrebbero i gladiatori», commenta un avvocato napoletano che insieme con la figlia ha accompagnato una coppia di amici svedesi a visitare gli Scavi. «Già venire da Napoli in auto è imbarazzante, con la zona orientale della città, sembra un paesaggio di guerra, poi arriviamo qui e ci lasciano fuori, perché dobbiamo fare sempre queste figure?». L’ esposto del Codacons Sul nuovo caso Pompei, oltre ai commenti sui social network – che perlopiù sollecitano il licenziamento dei custodi colpevoli dello stop – è intervenuto anche il Codacons, che invierà un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Corte dei Conti della Campania e alla Commissione di vigilanza sugli scioperi, per denunciare i sindacati ipotizzando reati penali come quello disciplinato dall’ articolo 340 («Interruzione di servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità»), e dal 610 («violenza privata»), oltre al danno economico per la collettività, legato al danno d’ immagine per tutto il Paese. Dal canto suo, il neogovernatore della Campania Vincenzo De Luca ha parlato di «vergogna internazionale che danneggia l’ Italia e la Campania», ed ha annunciato «sanzioni» per i responsabili. Resta il fatto che sono davvero in pochi quelli ancora disposti a credere che quella di ieri sia stata l’ ultima puntata (estiva) della sempre più spiacevole soap alla pompeiana.

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