24 Gennaio 2002

Assegno scoperto, chi è il responsabile?

Assegno scoperto, chi è il responsabile?


Sono una commerciante e vorrei sapere come mi devo comportare nel caso in cui il cliente mi propone di effettuare il pagamento tramite un assegno di conto corrente bancario. In questi casi di solito provvedo ad effettuare la consegna della merce (di un certo valore) dopo essermi informata presso la mia banca per veri ficare se l`assegno è coperto (il c.d. benefondi). Posso stare tranquilla dopo aver effettuato tale controllo?


Cara Signora, nel caso in cui le in formazioni forniteLe dal suo Istituto di Credito circa l`esistenza dei fondi necessari per il pagamento di un assegno in conto corrente non risultino corrette questo sarà tenuto a ri sarcirLe il danno, sempreché l`assegno risulti scoperto. E` di questi mesi, infatti, una pro nuncia della Corte di Cassazione su di un caso analogo a quello da Lei prospettato. Nel caso all`esame della Corte una commerciante, proprio come Lei afferma di fare, prima di ricevere un assegno da un cliente telefonicamente si è informata presso la propria banca circa la copertura del l`assegno consegnato. Solo dopo aver ricevuto le assicurazioni aveva provveduto a consegnare la merce acquista ta dal cliente. Sennonché successivamente la commerciante veniva a sapere che l`assegno risultava essere scoperto e protestato. In questo caso l`Organo Giudicante investito del problema ha condannato l`Istituto di Credito al pagamento di L. 18.500.000 oltre agli interessi legali. Nello specifico ha affermato la responsabilità contrattuale in capo all` Istituto stesso che a causa della negligenza di un proprio funzionario aveva fornito alla propria cliente un`informazione errata circa il c.d.benefondi. Tale pronuncia di condanna è stata confermata sia in Appello che dalla Corte di Cassazione che ha provveduto a condannare la banca anche alle spese processuali. Ciò detto Le devo dire che sarebbe sempre meglio inviare alla banca la richiesta di verifica relativa alla copertura dell`assegno tramite fax e pretendere dalla banca una risposta scritta onde evitare, in caso di problemi, possibili contestazioni circa l`avvenuta informativa e circa il contenuto della stessa.


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Sono una persona anziana e ho concluso con una mia vicina di casa un contratto in base al quale, in cambio della sua opera di assistenza morale e materiale, le ho alienato l`immobile dove vivo. Dopo circa un anno la mia vicina si è resa inadempiente e ha smesso di darmi aiuto. Posso ottenere la restituzione del mio immobile?


Il contratto con il quale una parte si obbliga a prestare ad un`altra, per tutta la durata della vita, servizi, assistenza e cure personali, in cambio della cessione di un immobile è un negozio atipico che, pur essendo affine a quello di rendita vitalizia, se ne differenzia per il carattere strettamente personale che determina la scelta dell`obbligato, nonché per il carattere non meramente patrimoniale e per l`infugibilità delle presta zioni consistenti in un fare, invece che in dare, come nel vitalizio tipico. Pertanto, se il contratto da Lei stipulato fosse una rendita vitalizia, in caso di inadempimento del suo debitore l`unico rimedio esercitabile sarebbe quello disciplinato dall`art. 1878 c.c., vale a dire che potrebbe so lamente far sequestrare e vendere i beni della sua vicina di casa e soddisfarsi per la sua rendita sul ricavato; viceversa, se come appare, il contratto da Lei stipulato è di mantenimento, non sarà applicabile l`articolo sumenzionato, bensì sarà ammissibile l`ordinaria azione di risoluzione di cui all`art.1453 c.c.
Le risposte alle domande dei lettori sono a cura del Codacons

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