5 Luglio 2007

Assegni non cambiati, il codacons “insorge“

Assegni non cambiati, il Codacons “insorge“
Azzano, correntista Bcc segnala un disservizio all`associazione. La banca: “Procedura corretta“

AZZANO. Si è recata nella filiale della Banca di Credito Cooperativo pordenonese dove ha un conto corrente da molti anni per cambiare degli assegni, ma l`operazione le è stata negata. “La signora è dovuta andare a Pordenone per farsi cambiare gli assegni. Il personale della filiale di Azzano Decimo non ha nemmeno voluto controllare la provenienza degli assegni dicendo che avrebbe perso due giorni di valuta nel cambiarli. Tutto ciò è inammissibile“. La denuncia arriva dal presidente del Codacons del Friuli Venezia Giulia, Vitto Claut, il quale giudica il comportamento della banca poco attento alle esigenze della clientela. “É questa la banca vicina alla gente? – dice Claut – Capisco benissimo che gli assegni siano controllati per verificare che non siano rubati e che una banca si tuteli. Ma questo non può andare a scapito del servizio al correntista“. Il legale spiega che la signora in questione ha un conto in quella filiale da molti anni e che aveva chiesto all`istituto di credito di controllare pure la provenienza degli assegni. “Sarebbe bastata una telefonata agli istituti di credito di riferimento per capire se la somma era coperta, ma nemmeno questo è stato fatto dalla banca“ aggiunge Claut. La banca un`alternativa alla cliente l`aveva data, ovvero “quella di versarli direttamente nel conto – spiega il direttore Mauro Travanut – come è prassi“. “Non parliamo di assegni di qualche centinaia di euro, ma di 15 mila euro. Esistono delle regole ben precise che siamo tenuti a rispettare. Non possiamo cambiare assegni di quella portata, emessi da altri istituti, in contanti o in assegni circolari come richiedeva la signora. La cliente poteva benissimo versarli nel conto e tra due giorni prelevare il contante richiesto“. La correntista, avendo però bisogno di liquidità, si è dovuta recare in un`altra banca a Pordenone dove, con l`aiuto del legale, è riuscita a ottenere il cambio. “Mi dispiace ma non fa parte delle nostre procedure – ribadisce Travanut – Il direttore che accetta questo tipo di operazione risponde personalmente qualora non vada a buon fine e gli assegni non siano coperti. Il personale della nostra filiale si è comportato com`era tenuto a fare“.

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