25 Maggio 2020

Assedio dei tir al Divino Amore

mille mezzi pesanti al giorno nel tratto vietato di via ardeatina. la protesta dei residenti
GRAZIA MARIA COLETTI g.coletti@iltempo.it … «Mille tir al giorno che corrono come pazzi sotto le nostre finestre. Di notte viaggiano come se fossero in autostrada e rimbalzando con il bilico sulle buche il rumore è assordante e ci sveglia. Di giorno per ascoltare la tv o stare al telefono dobbiamo chiudere le imposte. Ma qui corrono tutti, in barba ai divieti, anche le auto. Un mese fa un’ Audi ci ha sfondato il muretto, per fortuna che c’ era il lockdown ed era notte, se fosse stato giorno e i bambini avessero potuto giocare sarebbe stata una strage». Il Divino Amore assediato dai tir. Alan ciare l’ ennesimo grido d’ aiuto sono le famiglie che abitano nel tratto di strada, sulla via Ardeatina, chiuso al transito dei mezzi pesanti in un senso di marcia ma «nessuno rispetta il divieto» dicono. Anni di battaglie, esposti e sos, anche al Codacons, non sono serviti a ottenere il rispetto dei diritti ottenuti con fatica dai residenti che abitano a 100 metri dal santuario più famoso di Roma. Ecco come raccontano la difficile convivenza, tra corse pazze, incidenti continui, che mettono a rischio l’ incolumità dei passanti che per giunta sono costretti a camminare su marciapiedi ormai inesistenti invasi dalle erbacce e in assenza di strisce pedonali ormai sbiadite. «Abitiamo in via Ardeatina al civico 1261, in un comprensorio di 50 famiglie denominato “I giardini di Domitilla”- raccontano i residenti riuniti in un comitato spontaneo -. La strada dal km 12,200 è interdetta ai tir nel senso di marcia che va dal GRA in direzione Pomezia. Ma i mezzi pesanti violano tale divieto e procedono in entrambi i sensi di marcia a velocità sostenuta noncuranti del cartello stradale che in prossimità delle abitazioni limita la velocità a 30 km orari orari». «Nel tratto interdetto vi è anche un albergo, la “Casa del pellegrino” del santuario del Divino Amore – descrive la zona una residente, Marilena Spallone – e ci sono una Asl, un asilo nido, abitazioni civili, una scuola elementare e media. I marciapiedi sono privi di manutenzione, pieni di erbacce pungenti e di buche. Sono privi di paletti esterni e spesso per percorrerli a piedi bisogna scendere sulla strada. E questo aumenta il pericolo perché manca anche l’ illuminazione, ci sono tre pali della luce da almeno 10 spenti, e le strisce pedonali sono cancellate dall’ usura e dal passaggio dei tir. Circa 1.000 al giorno. Nelle nostre case tremano i muri e le imposte. Nella mia vetrina tremano i bicchieri. Non si possono tenere le finestre aperte per i rumori e le polveri sottili». I residenti si dicono prigionieri in casa. «E d’ estate, cioè praticamente ora, perché fa già caldo, è ancora peggio». Neanche il cartello con il limite di velocità è servito a qualcosa. Anche le auto corrono. «Il mese scorso a inizio aprile raccontano – l’ incidente di un’ auto che ci ha distrutto il muretto di recinzione, quasi ci entrava in casa, se dietro ci fosse stato un bambino o qualsiasi altra persona sarebbe stata falciata». Poi la beffa della videosorveglianza. «Due anni fa sono state installate le telecamere presso la rotatoria del ponte ferroviario a Falcognana per controllare la viabilità della via Ardeatina e che potevano essere attivate per sanzionare i trasgressori. Ma non sono mai state attivate». Non ha aiutato il “balletto” dei divieti. «Nel 2013 è stato istituito il divieto ai mezzi pesanti (carico superiore alle 6,5 tonnellate) in via Ardeatina dal km 11.900 al 14.400 in entrambi i sensi di marcia ma 5 anni dopo, con i lavori dell’ allargamento del ponte ferroviario, il divieto è stato tolto con la riapertura (il 14 dicembre 2018) al traffico di mezzi pesanti per la sola direzione Roma. Il primo agosto 2019 la mozione all’ unanimità della Città Metropolitana per il ripristino totale del divieto mezzi pesanti dal Gra al km 14.400. Ma – concludono i residenti – è rimasta un’ intenzione, l’ ordinanza non è mai arrivata».

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