29 Dicembre 2015

Assedio a Banca Etruria, risparmiatori sul piede di guerra

Assedio a Banca Etruria, risparmiatori sul piede di guerra

le vittime del decreto provano a fare irruzione dopo aver colpito con pugni e calci la porta d’ ingresso, ma vengono fermati. alta tensione ad arezzo e striscioni di protesta contro renzi
Assedio a Banca Etruria. I risparmiatori “truffati” dal gruppo aretino hanno dato scena all’ ennesima protesta, stavolta davanti all’ istituto centrale, cercando di entrare all’ interno della sede dopo aver colpito con pugni e calci la porta a vetri d’ ingresso. Alta tensione ad Arezzo. Al grido “ladri, ladri”, l’ associazione “vittime del salva banche” ha inveito contro il discusso decreto varato dal governo Renzi provando pure a forzare il secondo ingresso dopo aver guadagnato l’ atrio. Niente da fare. Circondati dalle forze dell’ ordine sono stati invitati a mantenere la calma. Gli ex obbligazionisti dell’ istituto di credito sono arrivati non solo dalla Toscana in treno e auto, sfidando il freddo e la nebbia per mostrare tutto il loro disappunto contro quella che molti definiscono come una “rapina” ai loro danni. E hanno alzato striscioni e cartelli con scritto “Qui giace la fiducia nel sistema bancario” e “Rivogliamo tutti i soldi che ci avete rubato”. Tensione palpabile e strade bloccate dai vigili urbani che hanno provato a riportare l’ ordine. Per una iniziativa indetta per contestare “l’ indolenza della nuova Banca Etruria nel trovare una soluzione per le vittime di questa manovra criminale”. Fuori dalla sede centrale del gruppo toscano gli ex obbligazionisti spiegano ai giornalisti presenti “di aver perso tutto” e una di loro porta un cartello dove annuncia “la morte dei nostri risparmi” avvenuta in data 23 novembre 2015. Sul cartello pure la foto del premier Matteo Renzi, contestatissimo. Il tutto mentre il Codacons annuncia che a inizio 2016 partiranno le prime cause risarcitorie attraverso le quali gli investitori che hanno visto azzerati i risparmi di una vita chiedono il rimborso integrale delle obbligazioni subordinate, “vendute in modo truffaldino senza adeguate informazioni sui rischi e in mancanza di avvisi alla clientela circa lo stato di dissesto degli istituti emittenti”. E l’ arbitrato proposto dal governo? Per l’ associazione non si tratta di una strada percorribile, perché “non si possono dividere gli obbligazionisti in buoni e cattivi, con gli indennizzi che spettano indi stintamente a tutti”. Nell’ azzeramento di “bond” e azioni sono coinvolte 130 mila persone. Con gli individui “derubati” che ritengono insufficiente il Fondo di solidarietà da 100 milioni di euro instaurato dall’ esecutivo. C’ è chi sottolinea che per dare un “ristoro” ai risparmiatori privati, e non istituzionali, ce ne vorrebbero almeno altri 270. Siamo al braccio di ferro con gli ex correntisti letteralmente sul piede di guerra. Per una battaglia che è solo all’ inizio.

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