Assalto all’ Etruria esplode la rabbia dei risparmiatori
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fonte:
- Il Mattino
Assalto all’ Etruria esplode la rabbia dei risparmiatori
ad arezzo manifestano in poche decine e tentano di forzare l’ ingresso nella banca
Daniele Regno Roma. «Ladri, ladri. Rivogliamo i nostri soldi rubati»: la rabbia dei risparmiatori che si ritengono danneggiati da Banca Etruria è esplosa di nuovo davanti alla sede centrale dell’ istituto di credito ad Arezzo. Una cinquantina di persone è arrivata alla spicciolata, sfidando il freddo e la nebbia, ed è rimasta per diverse ore davanti alla banca. Molti i volti noti, quelli stessi che hanno già manifestato prima davanti a Montecitorio, poi in occasione della convention della Leopolda con il premier e davanti a Bankitalia. Ripetono le loro storie fatte di disperazione e sconforto dopo aver saputo che tutti i loro risparmi erano andati in fumo, se la prendono con il governo, con il premier, con Bankitalia, Consob, con il vecchio management della banca ma anche con la Nuova Banca dell’ Etruria. Anche se i nuovi istituti “ripuliti” sarebbero disposti a dialogare sulla posizione degli obbligazionisti più colpiti, ma al momento non è arrivata alcuna richiesta formale in tal senso. Durante la manifestazione non sono mancati momenti di tensione soprattutto quando un gruppo ha cercato di entrare nella sede della banca, qualcuno ha preso a pugni la porta a vetri d’ ingresso, hanno guadagnato l’ atrio, ma poi sono stati bloccati prima di raggiungere la seconda porta d’ ingresso. C’ è stato anche il lancio di qualche uovo, ma la protesta, seguita dalle forze dell’ ordine, è rimasta per il resto pacifica. Per un po’ di tempo il traffico è rimasto paralizzato in due strade della città toscana. «Questo governo avrà salvato seimila posti di lavoro – ha detto un manifestante proveniente da Città di Castello – ma ha gettato sul lastrico 130mila risparmiatori. Ho tolto tutti i conti che avevo dalle banche italiane, troppo inaffidabili». «Aiutateci – ha aggiunto una donna di Empoli -, dateci una mano a recuperare ciò che è nostro». All’ uscita dal lavoro alcuni dipendenti della banca si sono soffermati con chi contestava, esponendo tutto il loro disagio per quanto sta accadendo. La maggior parte degli impiegati ha seguito quanto accadeva chiuso dentro gli uffici, in qualche caso alla finestra. Intanto il Codacons, che ha appoggiato la manifestazione e ne ha annunciate altre per i prossimi giorni, ha fatto sapere che si stanno definendo le prime cause risarcitorie. «Le nostre iniziative a tutela dei risparmiatori non si fermano però alle proteste di piazza – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi -. Stiamo infatti definendo le prime cause risarcitorie che partiranno a inizio 2016, attraverso le quali gli investitori che hanno visto azzerati i propri risparmi chiedono il rimborso integrale delle obbligazioni subordinate, vendute in modo truffaldino senza adeguate informazioni sui rischi e in mancanza di avvisi alla clientela circa lo stato di dissesto degli istituti emittenti». Si muove anche il Parlamento. «Gli italiani – dichiara Paolo Romani, presidente del gruppo di Forza Italia al Senato – hanno il diritto di sapere la verità sul loro sistema bancario e di conoscere ogni dettaglio sulla vicenda delle quattro banche salvate dal governo che ha ridotto in povertà tantissimi risparmiatori. La Commissione d’ inchiesta, che assieme ai colleghi della Lega Nord abbiamo richiesto prima di altri, deve essere calendarizzata senza tentennamenti. È uno strumento fondamentale per fare piena luce sulla vicenda e accertare le eventuali responsabilità del governo, di Bankitalia, della Consob e degli stessi dirigenti delle banche coinvolte. Sbaglia chi sostiene che il lavoro della Commissione possa interferire negativamente sui procedimenti giudiziari in corso, ma ancora di più sbaglia chi, come il Pd, vorrebbe una Commissione d’ inchiesta chiamata a indagare su tutto per non indagare su nulla. Con l’ evidente rischio di confondere, o peggio di occultare, le storie emerse recentemente, che interessano a tanti, con quelle che si perdono nella notte dei tempi e che ormai interessano a pochi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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