10 Ottobre 2011

Assalto al web, disagi alle Poste. In 340mila compilano on line

Assalto al web, disagi alle Poste. In 340mila compilano on line
 

Assalto al sito web, disagi per la consegna dei modelli negli uffici postali, con molti utenti rimandati a casa. Alle 13 di oggi, ha segnalato l’Istat, erano già 340mila i cittadini che avevano risposto on line all’appello del 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni di scattare una fotografia al Paese. Atri 80mila, segnala Poste Italiane hanno restituito i plichi negli uffici postal, che provvederanno a inviarli all’Istat per l’elaborazione dei dati statistici. Poste Italiane parla solo «di qualche sporadico rallentamento all’apertura degli uffici postali, determinato dal massiccio afflusso di persone, le operazioni di accettazione dei questionari procedono ovunque in modo regolare».
Rallentamenti sul sito Istat
Il sito dell’Istat ieri è andato in tilt per l’assalto di 500mila navigatori che hanno scelto di comunicare on line Sul sito web l’Istat avverte: «Moltissimi cittadini stanno compilando il questionario via internet, ciò potrebbe causare momentanei rallentamenti e difficoltà nell’accesso. Ci scusiamo per il disagio e buona compilazione».
Stop per assenza di collegamento
In alcuni uffici postali lo start non è risultato ancora avviato. In viale Trastevere, a Roma, il personale rispondeva che non si poteva consegnare il plico, come testimonia il prof. Giancarlo T. «Assenza di collegamento, mi hanno detto allo sportello. E mi hanno sottolineato che c’è tempo fino a febbraio per consegnarlo». Identica situazione in via Massaciuccoli, a Roma, ma anche in altri uffici postali della Capitale, dove i cittadini vengono invitati a presentarsi «in un altro momento» per l’impossibilità di realizzare la connessione informatica per il ritiro del questionario. Idem a Bologna, in via Zanardi, dove il personale ha detto di non esser ancora pronto. Analoghi disagi di connessione informatica sono stati segnalati in diversi uffici postali a Napoli e Palermo
Rinviati alla propria circoscrizione
La storia racconta che San Giuseppe si spostò da Nazaret, in Galilea, a Betlemme, in Giudea, per il Censimento di Quirinio della popolazione di tutto l’impero, per il quale doveva registrarsi nella sua città d’origine, insieme alla sposa. E francamente sembrava un problema superato nel 2011. Flavio, però, dopo un passaggio alla posta di via Marsala, dove la fila è scoraggiante, entra sul Centro di raccolta comunale di via Goito, dove l’attende un’amara sorpresa. Salire al quarto piano, infatti, non gli serve: abita a Monte Mario e non accettano il suo modello cartaceo in questo punto di raccolta vicina a Termini. «Ognuno deve consegnare nella sua zona», sostengono. Ma sul regolamento , dice Flavio, «non c’è scritto così».
A Milano dopo un giro a vuoto, vince la compilazione a mano
A Milano l’Ufficio di via Cassiodoro espone un cartello per segnalare che oggi non si consegnano i modelli, in via Cilea l’impiegata prova senza risultati. In molti uffici postali segnalano problemi informatici. E qualcuno sceglie la strada della consegna nel centro di via Marsala dei modelli rigorosamente compilati a mano.
Le complicazioni di Bergamo
Vita difficile a Bergamo. Non solo per il blocco della rete negli uffici di Poste italiane che ha reso impossibile la consegna per gran parte della mattinata di oggi, ma l’Istat ha anche sbagliato l’indirizzo per la consegna dei questionari. Nei documenti inviati ai cittadini è indicata la sede comunale di via Matteotti 3 a Bergamo, l’edificio conosciuto come
Palazzo Uffici. Invece i questionari vanno portati all’Ufficio comunale di censimento o nei centri comunali di raccolta di via Canovine, piazzale Goisis e Largo Roentgen, dove ci sono anche incaricati per l’assistenza. Tanto che oggi il Comune di Bergamo ha dovuto diffondere un comunicato ad hoc per risolvere il «mero errore materiale dell’Istat».
Il Codacons chiede già rimborsi per i disservizi
Il Codacons chiede già rimborsi per i disservizi legati al black-out informatico di ieri dell’Istat e ai disagi registrati oggi presso gli uffici postali. Secondo l’avvocato Carlo Rienzi «l’Istat deve rimborsare gli utenti coinvolti nei disagi, nella misura di 50 euro a cittadino».
C’è tempo per la consegna
L’Istat ricorda che per la consegna dei moduli c’è tempo fino alla fine dell’anno in corso per le famiglie che risiedono nei Comuni con meno di 20mila abitanti, fino al 31 gennaio 2012 per quelle residenti in Comuni con popolazione compresa fra 20mila e 150mila abitanti, fino al 29 febbraio 2012 per le famiglie residenti nei Comuni con più di 150mila abitanti. Dal 21 novembre, inoltre, «scenderanno in campo i rilevatori comunali e, quindi, le famiglie che a quella data non avranno ancora restituito il questionario potranno consegnarlo anche a loro».
 

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