Assalto agli outlet per i saldi Quasi vuoti i negozi delle griffe
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- Libero
ATTILIO BARBIERI nnnSulla roulette dei saldi quest’ anno vincono outlet e grandi catene. Bene anche le vie dello shopping nei centri delle grandi città. Gli esercizi tradizionali si difendono. Il bilancio della prima giornata di vendite a prezzi scontati sembra comunque dar ragione alle previsioni di più ottimisti che prevedevano una spesa media per nucleo familiare superiore ai 350 euro. Complice anche la giornata di bel tempo, si è rivista a tratti la folla degli anni migliori. Le uniche insegne poco gettonate dagli specialisti dell’ occasione sono quelle delle griffe, frequentate soprattutto da stranieri danarosi. Ma non è una scoperta di questi giorni. Il valzer delle cifre è già iniziato. Secondo il Codacons l’ avvio dei saldi ha fatto registrare una flessione media del 5%. Chissà se questa stima tiene conto però del boom che ha coinvolto un po’ tutte le «cattedrali degli acquisti» nella Penisola, con un’ affluenza in crescita del 15%. I parcheggi degli outlet si sono riempiti già dalle prime ore della mattinata di ieri, con lunghe code sulle bretelle di accesso e sugli svincoli autostradali prospicienti. Nel quadrilatero della moda a Milano come in via Condotti a Roma si è vista una folla che mancava da almeno sei anni. A tratti la calca è stata tale da rendere difficoltoso anche il transito a piedi. Strapiene anche le catene di abbigliamento low cost come Zara e H&M. Molto meno affollati i punti vendita monomarca delle griffe. Frequentati comunque dai turisti. Anche se è presto per fare un bilancio attendibile le associazioni di categoria sono ottimiste: «Abbiamo registrato movimento e un certo interesse, anche da parte di acquirenti stranieri», conferma Renato Borghi, presidente di Federmoda Italia (Confcommercio), «e le aspettative di chiudere positivamente la prima giornata sono alte». A smentire il pessimismo delle associazioni di consumatori che prevedono per le grandi città una flessione nelle vendite del 5% rispetto al 2014, alcune associazioni rionali, come Ascobaires. Secondo i commercianti di corso Buenos Aires a Milano, le vendite potrebbero anche chiudersi in crescita del 10%, grazie soprattutto alla decisione di anticipare a ieri l’ apertura dei saldi, prevista originariamente per lunedì 5. «Una decisione questa che il 70% degli associati a Federmoda ritiene positiva», dice Borghi, «assieme alla data unica di partenza in tutt’ Italia, come avevamo chiesto». La posta in gioco è comunque alta. Dopo la contrazione degli acquisti che segna il mercato dal 2008 in poi, le vendite invernali a saldo rappresentano il 20% sul fatturato dell’ intero anno. Percentuale che per le grandi superfici può salire addirittura a un quarto dei ricavi totali. Un’ apertura d’ anno positiva potrebbe significare per molti esercizi ritrovare la liquidità la cui mancanza ha appesantito il conto finanziario negli anni bui della crisi.Un’ affluenza che non si vedeva dal 2007 Nelle grandi superfici lunghe code e parcheggi gremiti: nel primo giorno di sconti le presenze salgono del 15% sul 2014. Bene anche le vie della moda a Roma e MilanoAssalto agli outlet per i saldi Quasi vuoti i negozi delle griffe Un negozio di abbigliamento nel centro di Torino. Nelle grandi città gli acquisti si sono concentrati soprattuttio sulle vie dei centri storici \
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