16 Novembre 2001

Aspettando l?euro: i timori e le attese degli italiani

Mezza Italia è preoccupata per l?imminente avvento dell?euro. Il passaggio alla nuova valuta crea problemi soprattutto per l?idea di doversi confrontare con monete e banconote nuove, sconosciute e dover fare i conti con i centesimi che da noi non si usano più da decenni.
Ben minori, invece, le preoccupazioni legate a possibili quanto ingiustificati aumenti di prezzi.
Una ricerca condotta dalla Nielsen per conto dell?Indicod, l?istituto che rappresenta l?industria e i centri di distribuzione di beni di largo consumo, ha fotografato timori e speranze degli italiani alle prese con la rivoluzione monetaria.
Il 46% dei nostri concittadini si dice preoccupato della messa in circolazione dell`euro. L`11,8% è addirittura “molto preoccupato“ (12,5% nel 2000) e il 34,2% `abbastanza preoccupato` (32,5% nel 2000). “Poco preoccupato“ è il 21,4% degli intervistati (17,5% nel 2000), “indifferente“ il 23,1% (28,7% nel 2000) e “per niente preoccupato“ il 9,4% (8,8% nel 2000). Fra i “molto“ e gli “abbastanza“ preoccupati (che rappresentano il 46% del totale) prevalgono le donne fra i 55 e i 64 anni, di cultura bassa, del centro-sud, casalinghe o pensionate. Fra i “poco“ e i “non preoccupati“ prevalgono gli uomini fra i 18 e i 54 anni, di cultura superiore, del nord-est, lavoratori autonomi, dipendenti o studenti.

Non è, però, l?aumento dei prezzi la maggior preoccupazione degli italiani. Secondo l`indagine, infatti, a crear problemi pare esser piuttosto una generica paura di avere a che fare con monete e banconote sconosciute.

Secondo la Nielsen il 43,2% degli intervistati ritiene che “gli aumenti dei prezzi saranno di bassa entità“, per il 33% “in linea di massima non cambierà niente“. Solo il 23,7% crede che “i prezzi aumenteranno in modo consistente“.

Al contrario sono le organizzazioni dei consumatori che puntano i riflettori sui rischi di incrementi ingiustificati di prezzi e tariffe per il change-over.

?Pare, infatti, che la tendenza predominante sia quella dell?arrotondamento selvaggio, logicamente per eccesso. E chi farà le spese di questa situazione sarà il consumatore? sostiene il Codacons.
E per evitare un euro-sciacallaggio da parte di commercianti, enti pubblici e privati e soggetti economici vari il Cncu (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) ha chiesto ufficialmente al governo un decreto ?blocca prezzi?. I consumatori, in parole povere, chiedono garanzie al governo italiano, attraverso l?emanazione di un apposito atto legislativo che blocchi coattivamente i prezzi di beni e servizi dal 1 gennaio al 28 febbraio 2002. Solo così, infatti, sarò possibile evitare impennate selvagge dei prezzi e tutelare i cittadini.

E il governo ha accolto la richiesta. Dopo aver lanciato l`allarme rincari in vista dell`arrivo dell`euro, il ministero dell`Economia prende provvedimenti con l`obiettivo di evitare impennate dell`inflazione legate ad arrotondamenti con l`avvento della nuova moneta. Oggi, infatti, sarà presentata al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) una proposta di delibera per invitare alla moderazione società ed enti in materia di tariffe pubbliche.
L`iniziativa è stata annunciata dal segretario generale del Comitato euro presso il ministero di via XX settembre, Giancarlo Del Bufalo, intervenuto ad un convegno sulla moneta europea.
La delibera prevede che il Cipe intervenga con raccomandazioni e avvisi alle aziende fornitrici di servizio chiedendo la moderazione delle tariffe.

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