13 Giugno 2018

Aspettando il taglio delle accise la benzina sfonda quota 2 euro

ATTILIO BARBIERI In attesa che il governo dia seguito alla promessa di tagliare le accise sui carburanti, c’ è da registrare una nuova impennata dei prezzi alla pompa con la benzina che in molti distributori posti sulle autostrade ha sfondato quota 2 euro al litro, attualizzate ad oggi poco meno di 4.000 delle vecchie lire. Fa notizia il caso delle pompe sull’ autostrada del Brennero, la A22, dove la verde ha raggiunto, secondo il Codacons, quota 2,08 euro al litro. Un prezzo da record. Ad attizzare la polemica anche la decisione del Tirolo di tagliare una parte delle tasse sui carburanti, al punto che un pieno per un Tir a lunga percorrenza dotato di un serbatoio di 1.600 libri, in Austria, arriva a costare anche 600 euro in meno. In realtà è da settimane che il prezzo alla pompa della verde in autostrada sale ben oltre la soglia psicologica dei 2 euro, come si evince facilmente dal portale Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello Sviluppo. Ad esempio il 4 maggio scorso, all’ area di servizio di Lucignano Est (Arezzo), sull’ autostrada A1 Milano-Napoli, la verde si pagava già 2,041 euro. E il record di periodo, non spetta comunque agli impianti sulla A22 Modena-Brennero: al distributore di Duino Sud (Trieste), sulla A4, la senza piombo ieri costava addirittura 2,202 euro. Secondo l’ ultima rilevazione dell’ Unione Petrolifera, il prezzo medio alla pompa per la verde rilevato lo scorso 4 giugno – naturalmente fuori delle tratte autostradali – era di 1,649 euro al litro, contro 1,519 rilevato un anno prima. Con una crescita dell’ 8,6% che vale quasi 13 centesimi in più. Sul valore medio attuale le accise pesano per quasi 73 centesimi al litro, il 44% sul prezzo finale. Imposte a parte sulle quotazioni del petrolio è tornata a salire la temperatura. Mentre il mercato attende la riunione dell’ Opec e dei suoi partner prevista tra oltre una settimana, le quotazioni del barile destano preoccupazione. Il Brent ieri ha chiuso a 76,01 dollari, ben 27,82 dollari in più rispetto a un anno fa, con un balzo del 57,6%. E sono parecchi gli analisti ad attendersi che il trend prosegua anche per la parte rimanente dell’ anno. A spingere i corsi del greggio sono soprattutto le tensioni in Venezuela e quelle a livello internazionale fra Stati Uniti e Russia. Secondo la Bank of America il petrolio potrebbe raggiungere i 100 dollari al barile già nella prima parte del 2019. riproduzione riservata.

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