Asp, scoppia il caso dei badge Marcatempo ko in alcuni presidi Il Codacons tutelerà i diritti degli ammalati
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fonte:
- Gazzetta del Sud
la commissione straordinaria pensa a provvedimenti ad hoc a breve la ridistribuzione del personale medico e amministrativo
Luana Costa È scattata la seconda fase dei controlli tra il personale impiegato nell’ Azienda sanitaria provinciale, sciolta per infiltrazioni mafiose e affidata alla guida di una commissione straordinaria che non si sta di certo risparmiando nel tentativo di rimettere ordine nella selva burocratico-organizzativa della struttura sanitaria più grande in città. Un sistema pachidermico sfuggito al controllo dei precedenti amministratori, tanto da condurlo fino al commissariamento a causa del macroscopico caos all’ interno del quale sono riuscite a trovare comoda sistemazione anche le organizzazioni criminali. Ma parallele alle inchieste avviate dalla Procura, corrono adesso una serie di attività avviate dalla triade commissariale al fine di razionalizzare e riorganizzare l’ Azienda che conta circa 3.800 dipendenti e una miriade di sedi distaccate sparse su tutto il territorio provinciale. Ed è proprio dalla pletora di personale che hanno preso avvio le verifiche tese ad accertare ruolo, funzione e sede di ogni singolo dipendente. Dopo il censimento di tutto il personale, concluso all’ inizio del mese e avviato sulla scorta di una circolare interna fortemente voluta dalla triade commissariale, adesso le verifiche si sono spostate verso l’ analisi degli orari d’ ingresso, di quello d’ uscita e dei permessi accordati ai quasi quattromila dipendenti in funzione all’ Asp. Da una prima verifica è, infatti, emerso un sistema totalmente fuori controllo con software inesistenti, macchinette marcatempo non funzionanti o, laddove sistemate, dotati di orologi non posizionati ad orari corretti. Impossibile, in un tale contesto, riuscire a gestire il personale ma soprattutto le attività svolte, poiché di difficile quantificazione le ore effettivamente trascorse in servizio dal personale in quei presidi dove i sistemi di rilevazione delle presenze sono assenti o malfunzionanti. Un caso eclatante è quello del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli dove le macchinette marcatempo sono rimaste per diversi mesi fuori uso prima di essere riparate. Venerdì si sono svolte a Lamezia Terme due lunghissime e concitate riunioni in cui si è tentato di fare il punto della situazione. La triade commissariale, guidata dall’ ex prefetto Gianfelice Bellesini e dai due funzionari Salvatore Gullì e Franca Tancredi, nelle prossime settimane assumeranno adeguate contromisure emanando apposite circolari interne così come avvenuto nel recente passato per la riorganizzazione del personale. Tutti i dipendenti sono stati, infatti, “passati al setaccio” per comprenderne i carichi di lavoro e ridistribuire in maniera più efficiente il personale medico e amministrativo, dirottandolo in quei presidi dove il lavoro è maggiormente gravoso ma il personale esiguo. Nel mirino della commissione resta sempre l’ eliminazione delle sacche di inefficienza che producono un dispendio di risorse in un’ Azienda che vanta un disavanzo di oltre cinquanta milioni di euro.
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