15 Maggio 2020

Asili nido gestiti da privati «Fateci aprire almeno a giugno»

il grido d’ allarme di daniela benedetto, operatrice del settore
Abbandonati, dimenticati e senza voce. Si sentono così le educatrici e i professionisti dell’ infanzia. Migliaia di titolari di nidi privati di tutte le regioni italiane, accomunati dallo stesso disagio e dalla stessa preoccupazione di perdere il lavoro, si sono costituiti in un comitato nazionale dal nome EduChiAmo per far valere i propri diritti. «Anche noi abbiamo aderito al comitato – spiega, alla Gazzetta, Daniela Benedetto, titolare del nido “La Locomotiva dei sogni” di Potenza – ci siamo costituiti in pochi giorni, all’ indomani del 4 marzo, perché i nidi e le scuole d’ infanzia private sono state ignorate dal decreto, pur essendo le prime a cui è stata imposta la chiusura. Stiamo collassando e con noi le migliaia di educatrici, cuoche e ausiliarie impiegate di tutta Italia» ci racconta Daniela. «Il mio asilo si trova a Potenza, l’ ho aperto con tanti sacrifici nel 2015 e ad oggi il team è composto da 4 educatrici ed una cuoca. Ci prendiamo cura con amore e dedizione di circa trenta bambini e diamo un servizio continuativo dalle 7.30 alle 19 di sera – continua la Benedetto – con me collaborano anche diversi professionisti musicoterapeu ti, insegnanti d’ inglese, psicologi e pedagogisti che ci danno una grande mano per portare avanti questo lavoro con passione, dedizione e competenza». Rette non pagate ma affitti e tasse da corrispondere perché la sospensione dei tributi è stata bloccata fino a questo mese. Ad oggi però, con i mancati introiti, gli asili non saranno più in grado di far fronte né alle tasse, sempre in aumento, né tantomeno riusciranno a pagare i dipendenti. Si chiede con urgenza un intervento dello Stato per la categoria, si chiedono aiuti per ripartire, almeno sugli affitti. Il comitato EduChiAmo ha, nelle settimane scorse, chiesto un tavolo di confronto con il Codacons sulla questione pagamento delle rette. Lo stesso presidente nazionale del Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’ Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori Marco Donzelli, a proposito dei nidi e asili chiusi, ha dichiarato, in una nota, lo scorso 29 marzo che «se il servizio non è erogato, nessun corrispettivo economico è dovuto da parte dei genitori, si tratta di contratti a prestazioni corrispettive». È una situazione che si prospetta angosciante, magari molte saracinesche rimarranno chiuse e non per colpa loro. Aprire la porta della propria attività porta sempre grande soddisfazione, quando si sa di aver lavorato tanto e prodotto un servizio essenziale, come quello relativo all’ infanzia. Non si può e non si deve, per questo, rimanere sordi al grido di aiuto di questi gestori di asili privati, professionisti che forniscono servizi educativi di grande importanza per l’ intera collettività. Molti hanno continuato le loro attività a distanza, coccolando ed assistendo i bimbi con video letture, giochi e chiamate via web. «Fateci riaprire il prima possibile – è l’ appello di Daniela Benedetto che rivolge agli organi competenti – ci stiamo adeguando con convinzione e sacrificio alle nuove normative, ma aprire a giugno è l’ unica soluzione per noi, per le famiglie ma soprattutto per i bambini, gli unici a pagare il prezzo più alto di questo disagio».

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