20 Aprile 2021

«Asfaltiamo la strada davanti casa, costa pochissimo», ma è una truffa

Una domanda furba: «Vuole che le asfaltiamo la strada? Costa pochissimo». E una risposta ingenua: «Va bene, fate pure». Così nasce la «truffa dell’asfalto», un fenomeno non nuovo ma che, ciclicamente, si ripropone e non solo nel Varesotto. Funziona così: gli operai di una ditta edile si presentano da privati e chiedono se servono lavori di sistemazione stradale proponendo prezzi stracciati, solo che le opere sono fuorilegge, e spesso viene chiesta alla fine dei lavori una somma molto più alta. Questa volta è successo in alcuni comuni del Varesotto dove gli operai si sono presentati nei giorni scorsi con tanto di pettorine nella zona fra Olgiate Olona e Gorla Minore, e più su fino alle porte del capoluogo. E proprio qui, a Castronno, i furbetti delle asfaltare sono stati pizzicati qualche giorno fa dai carabinieri grazie all’intuito della polizia locale. «Questi operai avevano difatti suonato i campanelli di alcuni cittadini che abitano in una via privata», spiega il sindaco di Castronno Giuseppe Gabri, «per chiedere loro se avessero intenzione di rifare l’asfalto. Uno dei residenti ingenuamente ha dato il permesso e sono così cominciati i lavori di asfaltatura». E qui entra in gioco un mix fra senso civico dei cittadini e preparazione degli agenti di Polizia locale che ha consentito di far partire controlli più approfonditi. «Uno dei residenti della via, insospettito per quei lavori fuori programma ha chiamato la polizia locale che ha fatto un sopralluogo. E con molta discrezione gli agenti hanno fatto un controllo con l’ufficio tecnico comunale a cui è necessario inoltrare la segnalazione certificata di inizio attività (la «scia» ndr) e i documenti di «invarianza idraulica» dei lavori stradali: elementi obbligatori anche per strade private e che difatti sono risultati mancanti». A quel punto sul cantiere si sono presentati i carabinieri che hanno identificato cinque persone: la loro posizione è al vaglio e l’ipotesi di reato è quella di tentata truffa; nel parapiglia seguito all’intervento dei militari alcuni finti operai hanno fatto perdere le loro tracce. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons che auspica «un veloce intervento degli inquirenti per verificare le attività della banda. Purtroppo è in aumento il numero di truffe di questa natura che fa leva sull’innato desiderio degli utenti di adempiere agli obblighi comunali e aprire a chi sembra fidato».

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