23 Settembre 2014

ARTICOLO 18 Salvini: la sinistra litiga sul NULLA

ARTICOLO 18 Salvini: la sinistra litiga sul NULLA

La sinistra litiga su ll’ articolo 18 mentre il Paese affonda. Come se la causa di tutti i problemi fosse quello. Ma è l’ en nesima presa in giro di Renzi e company che pensano di distrarre l’ opinione pubblica dalle cose importanti mettendo su il solito teatrino ideologico. «L’ articolo 18 è un teatrino, una manfrina RenziCamusso. Sono due torti sottolinea Matteo Salvini non c’ è un imprenditore, un artigiano o un commerciante che non sta assumendo per l’ articolo 18. Il problema delle imprese è vendere». «Se fossi Renzi ha aggiunto Salvini – la prima riforma del lavoro che farei è cancellare la riforma Fornero sulle pensioni e cancellare gli studi di settore. L’ articolo 18 è un litigio sul nulla». Salvini poi commenta il viaggio del premier Renzi negli Stati Uniti: «Suggerirei a Renzi, di ritorno dagli Stati Uniti, dove spero si faccia spiegare da Obama come si difendono i confini dall’ immigrazione clandestina, di fare un salto anche a Mosca. Li’ ci sono centinaia di imprenditori che hanno perso decenni di sforzi e stanno licenziando centinaia di dipendenti per le sanzioni economiche idiote contro la Russia». Magari quando il premier tornerà dalla sua passerella americana si potrà anche dedicare a qualche problema interno: disoccupazione, esodati, tasse troppo salate. La Lega la sua ricetta ce l’ ha e la sta proponendo: una flat tax, ovvero un’ aliquota unica al 20 per cento per far ripartire l’ economia: «Il litigio fra Renzi e i sindacati è una presa in giro per gli italiani – dice ancora Salvini – L’ unico modo per risolvere la questione lavoro è cancellare la legge Fornero e gli studi di settore. La nostra proposta è la flax tax, un’ aliquota unica secca al 20%». Questi i temi seri da affrontare e dei quali parlare. Su questi il segretario della Lega Nord chiede un incontro con Matteo Renzi. «Chiederò formalmente un incontro a Renzi per parlare di tasse, fisco, economia, studi di settore» annuncia il segretario del Carroccio. La realtà economica del Paese, del resto, non fa sperare nulla di buono. E nemmeno i giochini dell’ Istat che ieri ha annunciato un leggero miglioramento dei conti dello Stato servirà a molto. E già perché i parametri apparentemente migliorano ma solo perché cambiano le modalità di calcolo secondo le indicazioni europee. Ma la realtà dei fatti non muta come denuncia chiaramente la stessa Istat che ieri ha diffuso anche i dati sul fatturato e l’ indu stria. Il fatturato dell’ industria a luglio torna infatti in calo, scendendo dell’ 1,0% su giugno, con ribassi sia sul mercato interno sia, in misura maggiore, sull’ estero. Su base annua la flessione, la più marcata da 9 mesi, è dell’ 1,3% (corretta per effetti di calendario). In questo caso pesa la negativa performance registrata a livello nazionale. Male anche sul versante degli ordini, anche qui siamo di fronte al terzo calo consecutivo. Gli ordinativi dell’ industria a luglio continuano a ridursi, segnando, con un calo del l’ 1,5%, il terzo ribasso consecutivo su base mensile: risultato di flessioni sia sul mercato interno sia, in misura più significativa, su quello estero. Lo rileva l’ Istat, aggiungendo che nel confronto annuo le commesse scendono dello 0,7%. A luglio il livello del fatturato dell’ industria italiana, considerando l’ indice destagionalizzato (pari a 96,5), risulta il più basso dall’ aprile del 2013, ovvero da 15 mesi. Ma calano anche i consumi alimentari, come sottolinea Coldiretti che registrano un meno 1,7% per il fatturato nell’ industria alimentare, delle bevande e del tabac co per effetto della diminuzione dei consumi interni che non sono compensati adeguatamente dall’ andamento positivo delle esportazioni, anche a causa di una estate flop con vacanze low cost e con i consumi condizionati dal maltempo. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sulla produzione industriale a luglio che non sono incoraggianti per l’ andamento della spesa a tavola degli italiani. A pesare sull’ industria alimentare e delle bevande è stato anche l’ andamento negativo delle vacanze degli italiani che hanno tagliato il budget di spesa anche per gli alimentari mentre alcuni prodotti tipicamente stagionali hanno fatto registrare – sottolinea la Coldiretti – un calo dei consumi a causa del maltempo, dal gelato alla birra, dalle bibite alla frutta. A cambiare – continua la Coldiretti – è in realtà anche il livello qualitativo degli alimenti acquistati con una tendenza a preferire i cibi a basso prezzo che non sempre offrono le stesse garanzie di qualità alimentare. Una conferma – conclude la Coldiretti – viene dal fatto che le vendite dei cibi low cost nei discount alimentari sono le uniche a far segnare un aumento consistente nel commercio al dettaglio in Italia. Quindi siamo di fronte a un panorama di recessione e deflazione. Del resto, è anche il ragionamento del Codacons, il fatturato cala perché diminuiscono i consumi: «I dati sul fatturato dell’ industria diffusi oggi dall’ Istat confermano il momento difficilissimo vissuto dall’ economia italiana, e il trend negativo del settore». La crisi dell’ industria, rileva il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, «rispecchia quella delle famiglie le imprese industriali, infatti, sono strangolate al pari dei cittadini, e vedono aumentare i costi a loro carico mentre i ricavi si riducono». E a poco servono i giochini di Bruxelles per rivedere lo stato dei conti pubblici.
iva garibaldi

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