28 Febbraio 2016

Arsenico nell’ acqua potabile Scatta la denuncia alla Procura

Arsenico nell’ acqua potabile Scatta la denuncia alla Procura
accuse durissime da parte del presidente regionale dei consumatori

Rosario Stanizzi SELLIA MARINA La presenza di arsenico nell’ acqua potabile di alcuni quartieri di Sellia Marina finisce sul tavolo della Procura della Repubblica di Catanzaro. Dopo le accuse rivolte all’ Amministrazione comunale per la mancata segnalazione ai cittadini, in maniera completa e immediata, è il Codacons, associazione a tutela dei consumatori, ad annunciare di avere presentato una denuncia alla magistratura. La notizia è stata resa nota dal presidente del Codacons Calabria, Francesco Di Lieto, che ha inviato una lettera aperta al segretario comunale della cittadina ionica, e per conoscenza al prefetto, al sindaco e ai responsabili degliuffici comunali interessati dalla vicenda. I toni sono molto duri, dal momento che Di Lieto contesta che le richieste inviate dall’ associazione «non sono mai state ritenute meritevoli di alcun riscontro». Il Codacons contesta, dunque, così come scritto nella denuncia, di non avere ricevuto alcuna risposta esaustiva anche dagli altri organismi interessati alla vicenda, sottolineando che la notizia della presenza di arsenico è stata resa nota solo “incidentalmente”. Nei documenti presenti alla Procura di Catanzaro, l’ avvocato Di Lieto si è soffermato sul fatto che «la normativa vigente prevede il limite di dieci microgrammi per litro. Limite che nella fattispecie risulta abbondantemente superato». In queste condizioni, prosegue, «per come attestato dall’ Azienda sanitaria, il rischio per i cittadini di gravi danni alla salute è altissimo e, addirittura, l’ Organizzazione mondiale della sanità e il Comitato scientifico europeo hanno evidenziato il rischio di “alcune forme di cancro”. A ciò si aggiunge che il Comune di Sellia Marina e Sorical avrebbero dovuto, per come imposto dall’ Asp, informare immediatamente la popolazione ed assumere appositi provvedimenti atti a tutelare la salute pubblica». Ma secondo l’ associazione per la tutela dei consumatori, «l’ ordinanza del sindaco è stata emanata con enorme ritardo e solo dopo una delle comunicazioni che hanno arrecato così tanto disturbo e, ovviamente, dopo il deposito della predetta denuncia». Per questi motivi, è stato chiesto alla Procura di “individuare tutti coloro i quali abbiano esposto a rischi la popolazione e stabilisca se l’ aver omesso di assumere iprovvedimenti indicati nella nota dell’ Asp integri o meno estremi di reato”.3.
rosario stanizzi

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