6 Marzo 2013

Arsenico, il numero verde non decolla

Arsenico, il numero verde non decolla

 

Fedele (Talete): «Dalla Asl zero aiuti» Codacons all’ attacco L’ EMERGENZA Arsenico, i veleni continuano. Su un fronte, oltre agli impianti, è in stallo anche il numero verde per rispondere ai dubbi sul tema, che Talete avrebbe voluto attivare. Su un altro, oltre ai cittadini, adesso anche gli esercizi commerciali affilano le armi per chiedere risarcimenti attraverso il Codacons: «Se i sindaci non sanano la situazione rischiano di dover risarcire milioni di euro», ammonisce l’ associazione. Per dare risposte ai tanti dubbi sull’ utilizzo dell’ acqua, il presidente della spa pubblica che gestisce le risorse idriche della Tuscia, Marco Fedele, aveva lanciato l’ idea di un numero verde. Il punto è che le richieste di informazioni sono più che altro a carattere sanitario e i dipendenti di Talete non hanno i requisiti per rispondere. A questo punto servirebbe il supporto della Asl, che «però ? dice Fedele ? finora non c’ è stato. Stiamo quindi cercando di risolvere in altri modi e speriamo che il numero verde per i cittadini possa essere attivato quanto prima». BAR E RISTORANTI Sul fronte legale, il Codacons promette una nuova battaglia. «Stiamo raccogliendo le adesioni di centinaia di bar, ristoranti, pasticcerie e negozi che quotidianamente utilizzano l’ acqua per la produzione di generi alimentari ? spiegano dall’ associazione ? per chiedere di sanare la situazione e rendere le acque potabili prive di arsenico». L’ appello, che suona come una minaccia, è ai sindaci dei Comuni in cui le concentrazioni sono fuori norma. «Se non renderanno le acque pienamente potabili ? continuano ? le Asl saranno costrette a disporre la chiusura degli esercizi commerciali che utilizzano acqua contenente arsenico, come forma di tutela della salute pubblica. Uno scenario che darebbe vita ad una serie di cause risarcitorie contro i sindaci, i quali sarebbero poi costretti a pagare milioni di euro ai negozianti danneggiati». Da qui l’ invito a bar, panetterie, ristoranti e pasticcerie ad aderire all’ iniziativa: sia per la bonifica, sia per il via ai risarcimenti. Massimo Chiaravalli © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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