Arsenico, il Codacons chiede i danni
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fonte:
- l`Adige
Arsenico, il Codacons chiede i danni
Il Codacons, l’ associazione degli utenti dei servizi pubblici e una serie di ricorrenti che si sono associati all’ azione collettiva tornano all’ attacco per chiedere il risarcimento dei danni da parte dei Comuni in cui in passato è stata erogata acqua con contenuti di arsenico superiori ai limiti. La causa è stata intentata presso il Tar del Lazio e il Comune di Trento, citato nell’ elenco, si è costituito affidando la propria rappresentanza all’ avvocato Angela Colpi. Per le prevedibili spese di causa la giunta ha stanziato nell’ ultima seduta 5.000 euro. Il ricorso, presentato il 20 dicembre scorso, chiama in causa i ministeri dell’ ambiente e della salute, nei confronti dei quali si chiede l’ annullamento di due provvedimenti degli anni Settanta per la parte che non prevedeva l’ adeguamento delle tariffe alla qualità dell’ acqua, e altre numerose società ed enti, tra i quali oltre al Comune di Trento anche quelli di Cabal San Bovo e Fierozzo. Il problema della presenza di arsenico era emerso in passato nel bacino di raccolta Laste-Cantaghel, con opere di presa dal torrente Fersina. Da tempo Dolomiti Reti è però corsa ai ripari con la realizzazione di impianti di dearsenificazione che hanno abbattuto la presenza di arsenico da 15 a 7-8 microgrammi per litro, cioè sotto il limite consentito dalla normativa europea che è attualmente di 10 microgrammi per litro. Considerando che l’ organizzazione mondiale della sanità consiglia di ridurre l’ arsenico a un valore inferiore a 5 microgrammi per litro e tenendo conto in particolare dei bambini di età inferiore ai tre anni, per i quali si consiglia di evitare l’ uso di tali acque. recentemente la circoscrizione dell’ Argentario ha comunque chiesto di realizzare nuovi impianti di abbattimento per scendere anche sotto questa soglia.
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- Rassegna Stampa
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