Arsenico, gli sportelli per chiedere i danni
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fonte:
- Il Messaggero
Attivati alla Uil e a Ronciglione Codacons in campo L’ INIZIATIVA Una pioggia di ricorsi sta per abbattersi sull’ arsenico. Perché ora i cittadini hanno intenzione di battere cassa con una class action a cui possono agganciarsi tutte le vittime del metallo pesante. La recente sentenza del giudice di pace di Civita Castellana – che ha condannato Talete a rimborsare il canone dell’ acqua poiché non è potabile – ha creato un precedente e dato la stura ad altre iniziative. A scendere in campo sono ora la Uil insieme al Comitato acqua potabile e il Codacons, pronti a offrire assistenza legale a tutti quanti vorranno chiedere sia il risarcimento danni per essere stati avvelenati sia l’ abbattimento della bolletta pari al 50 per cento. Il sindacato di Corso Italia a Viterbo ha unito le forze con Raimondo Chiricozzi, animatore del comitato che da anni si batte per la qualità delle acque intorno al lago di Vico. Da ieri a Ronciglione nella sede dell’ associazione in via della Resistenza 3 è possibile dare il via al procedimento civile. Ma lo sportello sarà attivo tutti i mercoledì dalle 15,30 pure nella sede della Uil nel capoluogo. «Inizieremo il 6 febbraio – spiega il segretario Giancarlo Turchetti – mettendo a disposizione lo studio legale Pistilli per intentare causa contro quanti per anni non si sono adeguati alla normativa e ora ci fanno pagare per dell’ acqua non potabile». Ieri, intanto, a Ronciglione l’ iniziativa ha preso il via con un riscontro di tutto rispetto. «n una sola giornata – spiega Chiricozzi – abbiamo raccolto una cinquantina di adesioni». La somma richiesta a mo’ di compensazione per i danni subiti è di 1.600 euro. I costi a carico del cittadino sono di circa 65 euro per chi non è iscritto alla Uil e di 50 per quanti hanno la tessera. «Finora – racconta ancora Chiricozzi – avevamo presentato 30 ricorsi ma il giudice di pace di Ronciglione li aveva rigettati dichiarandosi non competente a decidere. Dopo il pronunciamento di Civita Castellana, abbiamo ottime possibilità che le nostre richieste vengano accolte». Pure il Codacons, intanto, continua la sua battaglia. Oggi alle 18 nell’ auditorium della parrocchia del Murialdo assemblea indetta dall’ associazione dei consumatori. «Dopo la clamorosa sentenza del Tar del Lazio del 2012, che condanna i ministeri della Salute e dell’ Ambiente a risarcire gli utenti dell’ acqua avvelenata all’ arsenico, abbiamo deciso – dicono – di lanciare un nuovo ricorso, finalizzato a far ottenere ai cittadini residenti nel Viterbese il risarcimento del danno subito e la riduzione delle tariffe idriche». Federica Lupino © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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