ARSENICO E DINTORNI L’ acqua di Marchesi
-
fonte:
- Corriere del Trentino
Egregio direttore, l’ assessore comunale all’ ambiente Michelangelo Marchesi, in occasione della sagra del Santo Rosario, si è vantato che verrà fatto (quindi una cosa ipotetica) un intervento sull’ acquedotto Laste/Cantanghel per portare il tasso dell’ arsenico da 8 a 5mg (l’ arsenico è un elemento velenoso, cancerogeno, che si accumula nell’ organismo) tralasciando il fatto che il ministero della salute, che pure aveva concesso la deroga alla Provincia, l’ ha vincolata al divieto di consumo di acqua dalle fonti rischiose per i minori di tre anni, riconoscendo una situazione di particolare delicatezza sotto il profilo sanitario. Divieto che è rimasto negli uffici comunali. L’ acquedotto Laste/Cantanghel serve 26.500 persone prevalentemente sulla collina est (Martignano, Villamontagna, Tavernaro, Cognola) ma anche nel fondovalle (centro, via Grazioli, Piazza Dante) e ha fornito acqua «potabile in deroga» fino a due anni fa. Il limite massimo stabilito dalla legislazione europea per la presenza di arsenico era ed è di 10mg. La richiesta di deroga avanzata dal Comune era di considerare potabile l’ acqua con una concentrazione fino a 40mg. Quindi, fino al 2011, alla popolazione è stata erogata acqua per l’ alimentazione e i consumi umani che in realtà non era potabile e questo senza darne pubblica informazione. Nel 2011 sono entrati in funzione dei filtri dearsenificatori, che non hanno eliminato ma solo ridotto queste concentrazioni (ora è circa 8mg) e questo non per impossibilità tecnica ma per volontà. L’ acqua del sindaco continuerà, insomma, a non essere nè pura nè salubre, come invece afferma Marchesi, e questo neppure se sarà fatto l’ intervento promesso (in periodo di elezioni una promessa non si nega a nessuno). Ora l’ assessore dice che il costo dell’ intervento che verrà contabilizzato in bolletta sarà di un euro all’ anno. Fare questo lavoro prima e meglio, portando a zero la percentuale di tale inquinante, non sarebbe stato più logico visto un costo così esiguo? Preciso che a maggio, nell’ incontro svoltosi a Cognola, l’ ingegner Frisinghelli, rappresentate in quella sede di Dolomiti Reti, disse che i filtri presenti avrebbero avuto bisogno di essere rigenerati (puliti) una volta ogni 12/18 mesi per migliorare la purificazione. Il costo di tale operazione viaggiava sui 20.000 euro. Aumentando la frequenza, e quindi rimodulando il sistema, si poteva ottenere una diminuzione della presenza di arsenico. I tempi tecnici constavano in alcune settimane. A distanza di alcuni mesi, in cui il lavoro poteva essere già stato fatto, il costo è quadruplicato. L’ Organizzazione mondiale della sanità indica, in via precauzionale, come obiettivo un valore tra 0 e 5mg/1 auspicando la totale assenza (quindi zero). Nel suo intervento Marchesi dice che «con questi livelli l’ acqua sarebbe ottima anche per bimbi con meno di tre anni». Bisogna dire che il semplice buon senso fa capire che ottimo sarebbe se di arsenico non ce ne fosse traccia. A sorpresa, anche il presidente della circoscrizione, Armando Stefani, si dice felice nel constatare che l’ acqua diventerà (sempre in maniera ipotetica) bevibile anche dai bambini sotto i tre anni. Sta di fatto che oggi i bambini sotto i tre anni stanno bevendo e hanno bevuto acqua per loro molto pericolosa. Voglio ricordare che è almeno dal 2001 che il Comune di Trento è stato avvisato dalla Cee. Ma Stefani è felice. Il Codacons, per la cronaca, ha depositato una class action anche contro il Comune di Trento per questa deprecabile situazione. L’ assessore Marchesi, nonostante il suo intervento, non ha ancora risposto a una semplice domanda: «Perché si è fatta bere acqua non a norma in deroga alla popolazione senza avvisarla per anni? Michele Giovannini, TRENTO REPORTAGE
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: acqua, Arsenico, Class action, Michelangelo Marchesi
