17 Dicembre 2012

Arsenico, batosta da 4 milioni

Arsenico, batosta da 4 milioni

 

Serviranno al bilancio della Talete, ogni anno, per la sola manutenzione dei dearsenificatori E a chi chiede il dimezzamento della bolletta, il presidente della società risponde: «Non si può» SOS ACQUA «I costi di gestione? Saranno 4 milioni di euro l’ anno», a carico di Talete e dei Comuni che non sono entrati nella spa. Ordinanze di non potabilità dall’ 1 gennaio, ritardi sui dearsenificatori? Non sono solo questi i problemi. La nuova tegola, per il presidente Marco Fedele, è che dopo aver rimesso in carreggiata la Talete esplode il caso dei potabilizzatori una volta entrati a regime. Talete oggi è in grado di camminare grazie a una serie di interventi importanti, ma presto si troverà di fronte a un ostacolo finora ignorato. «I dearsenificatori – dice Fedele – per la Tuscia comporteranno quattro milioni di oneri di gestione». Chi paga? «Talete per le amministrazioni che hanno ceduto il servizio idrico, poi i Comuni che non sono entrati. Ecco perché secondo me gli impianti non possono essere la soluzione definitiva». Sul problema, commenta il presidente della spa, «sono in piedi dei ragionamenti con la Regione Lazio, ma ci sono le elezioni e la situazione politica è di incertezza». Intanto la spa lavora per inglobare quante più amministrazioni possibile. «Ad oggi sono 28 i Comuni dentro, più Tarquinia, il cui passaggio sarà formalizzato a gennaio. Inoltre stiamo lavorando forte su Ronciglione e Montalto di Castro, e con i Comuni sul lago di Bolsena, area Cobalb, per cui è in piedi il processo di fusione». La trattative potrebbero andare a buon fine a San Lorenzo Nuovo, Valentano, Capodimonte e Cellere; ma non a Grotte e a Ischia di Castro. «Con Tarquinia e Montalto però – continua Fedele – avremmo acquisito il 10 per cento della popolazione della Tuscia: ci consentirebbe l’ attuazione del piano d’ ambito». Per Talete comunque non si parla più di stato comatoso. «La situazione economica non migliora e non peggiora – rileva Fedele -. Nel senso che l’ ultimo indirizzo dell’ Ato ha stabilito che le nuove acquisizioni devono avvenire senza impatti finanziari per la società. Se il bilancio è in perdita, è il Comune che deve colmare la lacuna prima dell’ ingresso. Ma per noi la mole di lavoro aumenta». Come si è arrivati dalla morte imminente a una condizione di salute stabile? «Abbiamo tagliato molti costi, anche sui dipendenti: in accordo coi sindacati, sono state eliminate alcune indennità e per questo li ringrazio». Il 2012 si chiude senza produrre debiti. «Resta lo sbilancio patrimoniale ereditato di diversi milioni: per coprirlo stiamo accendendo un mutuo». E i ricorsi di Codacons e Movimento 5 stelle? «Nel primo caso – conclude Fedele – è già stato condannato il ministero, nel secondo il dimezzamento della bolletta non sta in piedi». Massimo Chiaravalli © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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