Ars, via al test antidroga
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fonte:
- la Repubblica
Altri dieci deputati in lista per mercoledì prossimo
"Un modo per ridare credibilità" anche una ciocca di capelli del presidente dell´Ars è finita in un sacchetto di cellophane per il test antidroga. Il primo a sottoporsi in maniera volontaria all´esame, e a porgere la nuca per il rapido taglio di un ciuffo, che sarà esaminato in attesa di un responso tra otto-dieci giorni, è stato proprio Francesco Cascio, che non ha avuto remore a recarsi nell´infermeria di palazzo dei Normanni per dare l´esempio agli ottanta parlamentari. «Non mi sono mai drogato. Che problema avrei dovuto avere? Mi è stata fatto una proposta che ho accolto e trovo sia giusto non vergognarsi – ha detto Cascio – Un legislatore deve per principio essere lucido ed è importante mostrarsi con la coscienza a posto. La dialettica politica, certo, porta spesso ad alterare e a esagerare i toni. Dimostrare alla gente che questo non accade perché si fa uso di stupefacenti, in un contesto politico di alta tensione per gli scandali che hanno coinvolto personaggi delle istituzioni, è un segnale che serve». Assieme a Cascio, un drappello di otto parlamentari ha varcato ieri mattina la porta dell´infermeria al terzo piano, presidio a disposizione anche per i vaccini influenzali dei circa trecento inquilini fissi del palazzo. All´analisi si sono sottoposti i deputati Vinciullo, Ardizzone, Bosco, Campagna, Caputo, De Benedictis e Fagone. E altri dieci si sono iscritti in calendario per mercoledì prossimo. «è un test serio, attraverso i capelli si verificano le sostanze assunte negli ultimi otto mesi», aggiunge Cascio. Qualche onorevole però ha avanzato dei dubbi sulla validità dell´analisi, che serve anche a scoprire l´abuso di alcol. Ad esempio Livio Marrocco del Pdl: « La mia proposta è che il test venga fatto a sorpresa, senza un calendario prestabilito, e che oltretutto sia a carico del deputato. Io sono pronto a sottopormi al test in qualsiasi momento». Salvo Pogliese e Vincenzo Vinciullo del Pdl, sono stati i due parlamentari che assieme alla Codacons hanno sollecitato il test. «La politica – hanno detto ieri – deve dare l´esempio e ci sembra opportuno che i rappresentanti istituzionali non vengano coinvolti in disdicevoli fatti privati che possono minare la loro reputazione e credibilità». Insomma, il segnale è partito: adesso ci sarà la conta di chi, tra gli onorevoli, salterà il banco di prova. «Mi hanno lasciato un buco in testa. Io già di capelli ne ho pochi? – scherza un altro deputato del Pdl, Alberto Campagna – Io per la verità sono giustizialista. Ma da uomo pubblico ritengo sia importante dimostrare di non fare uso di droga». Non è sfuggito al confronto nemmeno il presidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo (Pdl): «Ho ritenuto opportuno sottopormi a questo test quale gesto di attenzione e di rispetto per i cittadini siciliani che hanno il diritto di sapere quale è il comportamento e lo stile di vita di chi li rappresenta in un Parlamento prestigioso quale è quello siciliano». Lodevole l´iniziativa anche secondo il deputato del Pdl Nino Bosco: «è un piccolo passo avanti in un processo di ricucitura fra i politici e la gente. Per questo vorrei che tutti i miei colleghi si sottoponessero all´esame».
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