Arrivederci Class Action
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- Aprile
Il ministro Scajola annuncia il rinvio al 2009 dell`entrata in vigore della norma sull`azione collettiva, prevista per la fine di giugno. I consumatori sono sul piede di guerra, le aziende ringraziano: da Parmalat a Trenitalia, da Snam a Telecom sono molte le imprese che festeggiano per la notizia. E nell`Agro Pontino c`è chi stappa una bottiglia d`acqua Arrivederci Class Action: il gran rinvio deciso oggi dal ministro per le attività produttive Claudio Scajola manda in rivolta le associazioni di consumatori e lascia un vuoto politico sull`entrata in vigore effettiva dell` azione collettiva. Il traguardo del 30 giugno, previsto fino ad oggi, viene infatti spostato all`anno prossimo. ANNO NUOVO, CLASS ACTION NUOVA – “La legge sulla Class Action entrerà in vigore dal I gennaio 2009“, assicura Scajola, che nei giorni scorsi aveva bollato la norma come “impraticabile“. E non c`è da preoccuparsi, secondo il ministro, se “qualcuno ha interpretato il rinvio dell`entrata in vigore della Class Action come un disconoscimento della qualità del provvedimento“. “Anzi, lo ritengo uno strumento di qualità importante“, afferma. Per il titolare del dicastero produttivo, la legge così com`è “andrebbe a finire in un vagone di ricorsi che non darebbero soddisfazione ai consumatori“. Necessita dunque di alcuni “ritocchi e modifiche“ utili a farla funzionare in modo soddisfacente CONSUMATORI IN RIVOLTA – Ad essere soddisfatte, per ora, sono però solo le grandi aziende. La proroga, secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi, sa di un ordine dato dalle “grandi imprese italiane guidate da Confindustria“. Per Rienzi, “Confindustria e Scajola vogliono giustificare il rinvio della class action nascondendosi dietro la bugia che, con la nuova legge, ad arricchirsi sarebbero solo gli studi legali“. Niente di più falso, dice il Codacons. “Se si legge bene il provvedimento -continua Rienzi- si capisce chiaramente che solo le associazioni senza fini di lucro e riconosciute dallo Stato possono utilizzare questo strumento, che non è invece utilizzabile dagli studi legali privati“. Anche per Cittadinanzattiva il rinvio è un pessimo segnale: “non era certo il miglior testo possibile, ma rinviarlo sino a gennaio, dopo gli sforzi condotti dalle organizzazioni per testare nei fatti e senza speculazioni questo strumento di tutela, non è certo un buon avvio per questo Ministro“, commenta l`associazione indicando che si tratta dell` “ennesima vittoria delle lobby a danno dei cittadini“. Un vero e proprio “insabbiamento“. TRENI, BANCHE E ACQUA PUBBLICA – Ma a chi fa paura la class action? La norma per la difesa collettiva dei consumatori, abbracciata con plausi bipartisan al momento del suo sbarco nel BelPaese dai cugini anglosassoni ed oggi rimandata a data da stabilire, non darà sfogo ai ricorsi e alle proteste dei tanti consumatori ed azionisti che erano scesi sul piede di guerra. Ringrazieranno le aziende, da Parmalat a Trenitalia, da Telecom alla Snam. Non c`è un settore economico che veda, in Italia, l`impresa disimpegnata da un conflitto con azionisti e consumatori uniti. Ci sono le banche, come Italease e Banco di Napoli, sui destini delle quali pendeva, fino ad oggi, la spada di Damocle dell`azione collettiva. Ma scavando nel registro delle cause in progress troviamo anche l`acqua: con il rinvio dell`entrata in vigore del testo i comitati cittadini di difesa dell`acqua pubblica, come quello che nell`agro pontino tenta di strappare l`uso del bene primario alla privata Acqualatina, si vedono spuntata una forte arma di difesa. Qualche eco dell`annuncio di Scajola arriva anche a Montecitorio e Palazzo Madama. “Far slittare l`entrata in vigore della prima legge italiana sulla class action è sbagliato“, commenta il capogruppo alla Camera dell`Italia dei Valori Massimo Donadi. “Ancora una volta -continua il parlamentare -questo governo preferisce tutelare la casta e gli amici degli amici piuttosto che i cittadini“. “E` evidente – conclude – che questo governo, attraverso la limitazione delle intercettazioni, la sospensione dei processi e da ultimo il rinvio della class action, lavora per l`impunita` dei reati finanziari ed economici“. Anche Donatella Poretti, senatrice dei radicali-Pd, esprime la sua contrarietà al rinvio: “La class action italiana è una legge assolutamente migliorabile, ma anche peggiorabile nell`interesse di una vasta platea di esponenti della finanza e dell`industria nazionale“. “Vediamo se il nostro ministro -continua la Poretti- riuscirà entro il prossimo gennaio a divincolarsi da queste pressioni e a varare un provvedimento liberale e nell`interesse dei consumatori“.
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