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27 Novembre 2002

È arrivata a Bari la raccolta di firme, organizzata da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori

BARI – È arrivata a Bari la raccolta di firme, organizzata da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, con l`obiettivo di presentare una proposta di legge d`iniziativa popolare per abbassare dal 20 al 10% l`Iva sul consumo di gas domestico. Abbassarla ed unificarla, visto che ora ci sono due aliquote, una al 10% per acqua e gas per cucinare, l`altra al 20% per i riscaldamenti. E chi ha i riscaldamenti autonomi, dopo tanto «can can» che nella nostra regione ha portato ad un vero e proprio boom delle caldaie a gas, paga il 20% di tassa sul gas anche d`estate, quando, naturalmente, i riscaldamenti li tiene spenti. Davvero roba da matti.
E ci voleva una cosa così per mettere insieme, tutte le quattro associazioni di tutela dei consumatori più importanti d`Italia. L`iniziativa, che ieri è stata presentata nella nostra città, tende anche ad eliminare il calcolo dell`Iva sull`accise. Lo scopo è di arrivare a 51mila firme per presentare la proposta di legge in Parlamento, perché il referendum abrogativo non è possibile per le leggi di natura fiscale. A Bari, la raccolta sarà il martedì e il giovedì, dalle 16 alle 18, in piazza Aldo Moro. Ma le associazioni dei consumatori contano di portare l`iniziativa in tutte le provincie della Puglia.
In verità, quella sulla doppia aliquota sul gas, che di fatto si riduce, per gran parte degli italiani, a quella del 20%, è una legge che non piace, praticamente, a nessuno. In Parlamento giacciono già ben 4 proposte di legge in materia, tutte molto simili a quella elaborata dalle associazioni dei consumatori: una dell`Ulivo, una di Rifondazione, una dai Comunisti italiani, una dalla Lega. Come dire mezzo arco costituzionale.
Ma, come si sa, il gas è un gran bel business, come conferma l`Opa su Italgas. In Italia ci sono 360 gestori, in un settore dove le privatizzazioni sono state all`italiana, ovvero velleitarie. Dunque, le proposte dei partiti restano lì, a marcire, tra le tante scartoffie in Parlamento. Ma Adoc, Adusbef, Codacons, e Federconsumatori, insieme, potrebbero ottenere di più. Anche perché una legge d`iniziativa popolare si può discutere e modificare in Parlamento, ma non si può far ammuffire in soffitta.
La proposta in questione mira ad includere nei consumi di gas metano, cui si applica l`aliquota del 10%, come del resto si applica all`elettricità, anche il riscaldamento, unificando l`Iva al 10%, con un nuovo metodo di calcolo della base imponibile. Altra modifica richiesta è quella che introduce, fra le esclusioni del computo della base imponibile dell`Iva, anche, nel solo caso dei consumi domestici di gas metano, quella delle imposte di produzione e di consumo (le cosiddette accise). In sostanza «una tassa sulla tassa».
E domani va in scena, in tutto il Paese, lo «sciopero dei consumatori» contro il carovita. Sperando che stavolta qualcuno ne sia informato. Per notizie utili rivolgersi all`Adoc, chiamando lo 080-5240392.

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