28 Dicembre 2012

Arrivano i saldi, è subito scontro sugli sms promozionali

Arrivano i saldi, è subito scontro sugli sms promozionali

Elena Castagni Roma. Saldi nell’ occhio del ciclone. Il calendario li annuncia quest’ inverno tra il 2 e il 5 gennaio, e già ferve il dibattito tra i leader delle associazioni dei consumatori. Il tema è sempre il solito: organizzati così come sono, i saldi servono ancora a qualcuno, o scontentano sia i commercianti che le famiglie? Sotto accusa sono in particolare gli avvisi via sms ai clienti affezionati: un messaggino o una mail per invitarli prima degli altri ad acquistare a prezzi ribassati capi che in vetrina viaggiano a prezzo intero. «Fatti in questo modo i saldi sono un vero colabrodo – tuona Pietro Giordano, segretario di Adiconsum – favoriscono i consumatori con capacità di reddito e penalizzano chi non riesce a raggiungere la terza settimana del mese». Di fatto, come ricorda Giordano, «da qualche settimana i clienti più affezionati, e cioè quelli che hanno speso durante l’ anno, sono invitati via mail e sms dai propri commercianti per sconti non dichiarati sulle proprie vetrine. La merce di qualità e esteticamente migliore ha così da tempo lasciato gli scaffali con abbattimento di prezzo anche del 50 per cento e, quando arriverà il 5 gennaio, i consumatori meno fortunati troveranno ciò che resta dopo i saldi sommersi e nascosti». Che fare? Giordano chiede immediatamente a Mister Prezzi l’ avvio di un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico dove parlare per cambiare «dopo 23 anni una legge che regola i saldi e che è resa un colabrodo da leggi regionali, saldi mascherati, promozioni inventate, liquidazioni per cambio gestione e altro ancora». L’ annosa questione dei saldi si scontra poi con il tema ancora più caldo e drammatico del crollo dei consumi. Le famiglie italiane – stima il Codacons – affronteranno i saldi con le tasche vuote: il budget di spesa, rispetto a 4 anni fa, è praticamente dimezzato. Si parla di 224 euro a disposizione di ciascun nucleo familiare contro i 450 del 2009. E anche se la spesa complessiva supererà i 2,1 miliardi, solo il 40 per cento delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto subito dopo il periodo di Natale. Già, perché è questo che Carlo Rienzi, presidente del Codacons, contesta: «la scelta di far partire gli sconti subito dopo le Feste è un suicidio. Le tasche delle famiglie sono più che mai vuote e gli acquisti di beni non indispensabili vengono rimandati a tempi migliori». La soluzione del Codacons? «Alla luce dell’ ennesimo flop dei saldi, crediamo sia giunta finalmente l’ ora di liberalizzare gli sconti e introdurre vendite promozionali straordinarie come avviene all’ estero». Ad eccezione di Campania, Basilicata e Sicilia, dove partiranno il giorno dopo Capodanno, in tutti gli altri capoluoghi di regione – Roma e Milano compresi – il via ufficiale scatta il 5 gennaio. Il flop annunciato è calcolato sulla scia dei consumi natalizi in brusca frenata, si pensa così che anche i saldi invernali faranno registrare una contrazione delle vendite del 15 per cento a fronte di oltre il 20 per cento dell’ anno scorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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