2 Luglio 2010

Arrivano i saldi ma certi articoli restano inaccessibili

 Arrivano i saldi ma certi articoli di abbigliamento e calzature, seppur scontati, per una famiglia su due restano inaccessibili. Lo rivela un sondaggio dell’ Adoc Umbria che ha analizzato la situazione a Perugia, Foligno, Spoleto e Città di Castello. La novità è una crescita prevista del 2% nel numero di consumatori che approfitteranno delle vendite di fine stagione al via domani. Ci saranno più acquisti, dunque, ma una spesa ancora frenata dalla crisi. «Dopo anni di "carestia" – osserva Angelo Garofalo, presidente regionale dell’ Adoc – qualcosa la gente è costretta a comprarsela anche se si spenderà il 4% in meno. Questo indica che la crisi per le famiglie continua e che su certi consumi secondari si taglia ancora». Gli articoli sui quali si tende ancora a risparmiare sono proprio abbigliamento e calzature e a fronte di un 46% che dichiara zero acquisti a saldo, il 18% pensa di spendere al massimo 50 euro, il 22% dichiara di avere un budget entro i 100 euro, cifra che potrebbe essere superata dal 14% degli umbri. Sondaggi e ricerche dicono che nella fascia 18-40 anni stanno prendendo sempre più piede gli acquisti di abbigliamento on line e non a caso il settore moda di Confcommercio Umbria ha lanciato in questi giorni la vetrina telematica comune www.vivashop.it tramite la quale, in tutta sicurezza, è possibile acquistare o prenotare capi o accessori, anche a saldo, on line. «Il circuito creato grazie all’ unione di 17 imprenditori – spiega Cristiana Casaioli, presidente provinciale di Perugia del settore moda Confcommercio – dimostra che nel settore c’ è l’ istinto di fare un salto di qualità. A maggior ragione durante i saldi i cui articoli saranno regolarmente "caricati" nel sito, con tanto di fotografia (con possibilità di zoom per evidenziare i particolari), prezzo e sconto praticato». Sullo sfondo, il nodo delle date e lo stesso meccanismo. «E’ ormai anacronistico insistere con la normativa dei saldi – attacca Francesco Ferroni, segretario regionale Adiconsum – e consideriamo ormai ineludibile aprire una stagione legislativa che liberalizzi realimente e progressivamente il mercato. I commercianti dovrebbero misurarsi per la loro capacità imprenditoriale e non per norme di protezione varate decine di anni fa». Saldi tutto l’ anno quindi? Non la pensa così il Codacons Umbria. «Non fosse per la crisi, il 3 luglio sarebbe anche presto per partire – fa notare la presidente Carla Falcinelli – ma estendere i saldi tutto l’ anno non ha senso. Gli acquisti vanno incentivati mettendo le famiglie in condizione di spendere, magari con una diversa politica dei prezzi». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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