1 Giugno 2019

Arriva un’ altra doccia fredda sul Pil: rischio di crescita zero a fine anno

conte si difende: «non arranchiamo, le stime del def restano plausibili» a maggio frena l’ inflazione, non il carrello della spesa
L’ Italia conferma l’ uscita dalla recessione all’ inizio del 2019, anche se la crescita è stagnante e più lenta di quanto rilevato in un primo momento. L’ Istat ieri ha comunicato che il Pil è aumentato dello 0,1% nel primo trimestre dell’ anno rispetto agli ultimi tre mesi del 2018, mentre su base annua registra una flessione dello 0,1%, il primo calo addirittura dal quarto trimestre del 2013. Si tratta di una revisione al ribasso: a fine aprile, infatti, l’ Istat aveva rilevato un incremento del Pil dello 0,2% su trimestre e dello 0,1% su anno. I nuovi dati pesano sulla velocità di crociera dell’ economia italiana per l’ intero 2019 e portano la cosiddetta “variazione acquisita”, cioè la crescita che si avrebbe a fine anno in caso di variazioni nulle, a zero dal +0,1% stimato dall’ Istituto alla fine di aprile. «L’ economia non arranca, le nostre stime sono plausibili», si difende il premier, Giuseppe Conte, interpellato in merito alla crescita che il governo nel Def vede al +0,2% nel 2019. L’ Istat rileva che comunque, rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano aumenti, con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,6% degli investimenti fissi lordi. Le esportazioni sono cresciute dello 0,2%, mentre le importazioni sono diminuite dell’ 1,5%. Per l’ Ufficio studi di Confcommercio, «la revisione al ribasso della dinamica del primo quarto è dovuta alla debole dinamica dei servizi e alla prosecuzione di una fase di stallo per i consumi» mentre «preoccupa il brusco rallentamento congiunturale della spesa dei non residenti». Confcommercio resta tuttavia più ottimista del governo sul dato a fine anno e stima un incremento del Pil dello 0,3%, anche se ammette che «d’ altra parte è evidente, oggi più di qualche mese fa, l’ assenza quasi completa di spunti apprezzabili di dinamicità del sistema, entrato, dunque, in una fase di stagnazione che non sembra doversi modificare a breve termine». Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, sostiene che «siamo nel ribasso del già ribassato, siamo attorno allo zero tondo e di conseguenza servono più stimoli e più sostegno alla ripresa dello sviluppo e dell’ occupazione: questa deve essere la stella polare». Rallenta l’ economia, rallentano i prezzi al consumo. L’ Istat riferisce anche che l’ inflazione, al lordo dei tabacchi, registra a maggio un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,9% su base annua, in decelerazione dall’ aumento dell’ 1,1% del mese precedente. A non rallentare è però il carrello della spesa, che pur rimanendo al di sotto dell’ inflazione generale, accelera al +0,5% dal +0,3% annuo di aprile. Il Codacons stima che l’ aumento dei prezzi sia costato una maggiore spesa annua pari a 351 euro per una famiglie con due figli (+277 euro la famiglia “tipo”). n.

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