16 Settembre 2003

Arriva lo sciopero dei consumatori contro il caro-prezzi


L?Intesa dei consumatori torna all`attacco contro il carovita: oggi scatta la terza edizione dello sciopero della spesa con tanto di ?decalogo? per rendere ancora più visibile la protesta dei cittadini. I consumatori preannunciano una serie di manifestazioni in tutta Italia con l?obiettivo di ottenere l?adesione di almeno trenta milioni di persone (i due precedenti scioperi coinvolgono rispettivamente 10 milioni e 20 milioni di utenti), a partire dal presidio che le quattro sigle componenti l?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) organizzeranno a Roma a piazza Montecitorio alle ore 10.30, davanti alla Camera dei Deputati. A Salerno si allestiscono gazebo informativi, mentre presidi si prevedono a Palermo, Perugia, Napoli, Bari e Cesena, oltre al volantinaggio davanti ai grandi centri commerciali.
Mentre l`Istat comunica il dato definitivo sull`inflazione di agosto a più 2,8 per cento (vedere notizia sotto), già l?incremento del più 2,7 per cento di luglio fa emergere l`allarme non solo tra le associazioni dei consumatori, ma anche all`interno di forze politiche e sindacali, che lo definiscono oramai la prima emergenza del Paese?.
Il cartello dei consumatori prepara una guida pratica per aderire allo sciopero, invitando a partecipare alle varie manifestazioni. Primo consiglio del ?decalogo? è quello di ?boicottare i prodotti raddoppiati di prezzo nel passaggio all`euro e disertare negozi, bar e ristoranti che applicano aumenti speculativi?. Da qui il suggerimento di ?evitare di acquistare caffé, cappuccino, brioches al bar e giornali e riviste in edicola; utilizzare il telefono cellulare e fisso solo per chiamate urgenti; evitare di prendere il taxi; obliterare a mano i biglietti dei treni per protestare contro le tariffe ferroviarie (il consumatore non corre comunque rischi); evitare le autostrade; non andare dal parrucchiere né al cinema o a teatro; non acquistare sigarette; infine, non effettuare operazioni bancarie.
Per il vice presidente di Confindustria, Francesco Rosario Averna, occorre punire ?con severità? chi specula sul fronte dei prezzi. Esiste, infatti, ?una discrasia forte tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo: i primi aumentano meno dell`inflazione e i margini di utile delle imprese industriali continuano a diminuire?. Non preoccupa l`aumento in sé, quanto il fatto veramente serio che non c`è ancora la ripresa dell`economia?: l?industriale ?spera in una Finanziaria che incida nella propensione allo sviluppo del Paese?.

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