ARRIVA la rivoluzione Brunetta
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fonte:
- Il Resto del Carlino
MILANO ARRIVA la rivoluzione Brunetta per tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Dopo aver minacciato le dimissioni, ieri il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta è riuscito a far varare dal consiglio dei ministri il decreto legislativo che dà il via alla riforma anti-fannulloni destinata a entrare in vigore quest’estate. Un pacchetto legislativo che introduce per la prima volta la meritocrazia tra l’esercito dei travet e che già lunedì sarà presentato alle Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo. «Una grande riforma che riguarda l’ammodernamento di tutto il Paese ha commentato il premier Berlusconi Gli impiegati pubblici saranno motivati perché si vedono riconosciuti compensi economici che normalmente si danno a chi lavora nel privato. Questo è il nostro fine: far sì che 3,5 milioni di persone che lavorano nella Pa non abbiano un morale diverso da chi lavora nel privato e siano così più positivi nei confronti dei cittadini». Quanto alle minacciate dimissioni del ministro, Berlusconi ha scherzato: «Non c’è alcun problema. Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce merito e premi nella Pa è rimasto però al momento orfano della class action che comunque, ha assicurato Brunetta, partirà dal primo gennaio 2010. «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato e dell’Avvocatura ha sottolineato Berlusconi per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class action». BRUNETTA ha quindi citato una serie di esempi del nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all’estero dei dirigenti alle risorse economiche riconosciute ai più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità. E’ una cosa mai accaduta». La class action invece, come detto, partirà a gennaio. Ma Brunetta sembra avere già in mente questo secondo decreto: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le motivazioni con cui sia Berlusconi, sia Brunetta hanno spiegato il rinvio non hanno convinto opposizione e consumatori. Per Linda Lanzillotta (Pd) il ministro ha ceduto «alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici». Il Codacons parla invece senza termini di «Brunetta sconfitto». DURO ANCHE l’ex ministro Pd, Pierluigi Bersani: le riforme messe in campo dal Governo «assomigliano sempre a richiami all’ordine» e sono regolarmente accompagnate da «insulti». Ma alle critiche ha risposto subito Brunetta ricordando alla Lanzillotta che «nello scalcagnato provvedimento di Prodi sulla class action» quella per la Pa era stata «colpevolmente stralciata».
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