28 Settembre 2009

Arriva la gita fra i rifiuti della discarica

 Il Parco del Mont Avic festeggia i vent’anni Con i ritmi attuali la discarica non può durare a lungo Bisogna intensificare la differenziata  La raccolta dell’umido sarebbe in grado di far salire la quota della differenziata al 65 per cento Andrea Piccirilli Delio Donzel

AOSTA «Ogni anno si fermano in discarica 45 mila tonnellate di rifiuti. Siamo convinti che si possa arrivare a 1500, senza usare impianti a combustione, ma soltanto con una corretta politica di smaltimento e differenziazione».  La pensano così le cinque associazioni valdostane (Amici del Viale della Pace, le sezioni regionali di Legambiente e Codacons, Diritto al Futuro e comitato Rifiuti Zero) che per oggi hanno organizzato la seconda «visita guidata» alla discarica di Brissogne, alle porte di Aosta. Un tour tra montagne di rifiuti e impianti di trattamento, dove i ciceroni saranno gli stessi responsabili della discarica, impegnati a illustrare le varie fasi di lavorazione e smaltimento dell’immondizia. L’appuntamento di oggi, alle 17, è incentrato sul riciclo della plastica. Una prima visita, il 29 agosto, aveva avuto come tema le metodologie di trattamento. Il 26 ottobre è in programma un terzo incontro a Brissogne, questa volta per valutare la possibilità di attivare un centro regionale di compostaggio. Le visite sono aperte al pubblico, ma i posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione (info su www.amicidelviale.blogspot.com). «Prima di pronunciarsi su un qualsiasi argomento è importante conoscerlo a fondo – dice Andrea Piccirilli, portavoce delle associazioni -. Queste visite hanno proprio lo scopo di saperne di più, capire i dati e i numeri. Solo così possiamo sensibilizzare l’opinione pubblica e dire la nostra sulle politiche di riduzione dei rifiuti». Proprio la diminuzione dell’afflusso di immondizia nella discarica è il cavallo di battaglia degli ambientalisti, che bocciano ogni ipotesi basata su impianti a combustione. «Basta analizzare i numeri – continua Piccirilli -. Ogni anno finiscono a Brissogne dalle 10 alle 20 mila tonnellate di "umido", che potrebbe invece essere smaltito in maniera diversa». Su questo settore, nei giorni scorsi, qualcosa si è comunque mosso. Delio Donzel, assessore all’Ambiente del Comune di Aosta, non ha nascosto il suo favore all’ipotesi di avviare la raccolta capillare dei residui alimentari e degli scarti di lavorazione del giardinaggio, con la realizzazione di un centro di compostaggio. «La componente di rifiuti differenziati ad Aosta – aveva detto Donzel – si è attestata tra il 47 e il 49 per cento. L’estensione all’umido porterebbe la differenziata tra il 60 e il 65 per cento». L’ultima parola spetterà comunque alla Regione, che ha appena dato il via libera ai lavori (4 milioni di euro il costo) per il quarto lotto della discarica. «L’attuale impianto – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Manuela Zublena – ha una vita attiva di 4 o 5 anni. L’intervento è necessario, in attesa di arrivare a un moderno metodo di gestione dei rifiuti». Il Parco del Mont Avic, primo parco naturale della Valle d’Aosta, nato per preservare le risorse ambientali presenti nella valle del torrente Chalamy a Champdepraz, compie vent’anni e li festeggia con un «Open Day». Oggi alle 9,30, nel Palazzo regionale di Aosta, esperti e amministratori presenteranno al pubblico i progetti futuri, mentre domani, dalle 9 alle 13 nel centro visitatori di Covarey, a Champdepraz, in un incontro rivolto in modo particolare alle scuole, saranno illustrati i lavori di riallestimento del Centro, attivo da dieci anni. Sarà soprattutto spiegato l’innovativo sistema di classificazione dei vegetali applicato nell’area museale. Il Museo naturalistico descrive gli ambienti rocciosi, le zone umide e le foreste dell’area protetta ed è stato arricchito da due «exhibit», dispositivi che consentono di scoprire i cristalli che si celano nelle rocce del Parco e gli animali che vivono in un tronco di pino silvestre. Una sezione è dedicata agli ambienti rocciosi e alle zone umide, mentre per i più giovani è stato installato il gioco interattivo «Scopri il Parco». L’ambiente dedicato alle foreste, in passato incentrato sul fagiano di monte, è ora stato arricchito dalla presenza del picchio nero. Le informazioni che si possono trovare sui due animali dell’area protetta sono frutto di anni di lavoro dei ricercatori, degli studenti e dei guardaparco. La sala polivalente del Centro è il cuore pulsante, dove assistere al volo virtuale, il «ViViAlp», con la possibilità di sorvolare le Alpi facendo tappa nelle diverse aree protette italiane.

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