16 Gennaio 2010

Arriva la “class action” sui vaccini e la scuola

DA ROMA P r imi casi di class action contro la pubblica amministrazione. A non perder tempo nel far partire le cause collettive, al debutto in questo scorcio iniziale di 2010, è stata l’ associazione di consumatori Codacons. Che ha deciso di scatenare una battaglia legale su ben tre fronti: la sanità, per lo stock (destinato a rimanere in larga parte inutilizzato) di vaccini contro l’ influenza H1N1; la sicurezza geologica; e la scuola, per risarcire le famiglie i cui figli sono costretti a studiare in classi troppo affollate. E’ un debutto scoppiettante, quindi, per questa normativa che proprio ieri è entrata in vigore per quanto riguarda il settore pubblico. Dove, però, la legge non prevede tanto il risarcimento del danno, ma ha l’ obiettivo di ripristinare il servizio e di adottare sanzioni disciplinari contro i dirigenti ritenuti responsabili. Peraltro è da verificare che queste 3 cause possano andare avanti: secondo l’ interpretazione data finora dalla Funzione Pubblica, l’ azione può essere promossa da subito solo per la violazione dei termini per il rilascio di una pratica o per la mancata emanazione di atti amministrativi. Comunque, nei casi avviati ieri con la notifica da parte dell’ ufficiale giudiziario ai soggetti diffidati, ora bisognerà attendere – fra 90 giorni – il ricorso al Tar del Lazio. Blocco del pagamento per i vaccini. In questo caso il Codacons ha chiamato in causa i ministeri della Salute e dell’ Economia, assieme alla persona del direttore generale della sanità, Fabrizio Oleari. La richiesta è di risolvere subito il contratto con le industrie farmaceutiche produttrici dei vaccini venduti all’ Italia, in previsione della tanto temuta pandemia che poi non c’ è stata. Il ‘ conto’ è salatissimo: oltre 9,3 miliardi di euro. A questa cifra si arriva chiedendo, per gli oltre 60 milioni di utenti del servizio sanitario, il recupero della frazione di spettanza – 3 euro circa – per i 186 milioni già spesi dall’ Italia per acquistare 24 milioni di dosi del vaccino, in aggiunta a 50 euro a testa di risarcimento ‘ simbolico’ . Aree a rischio geologico. La seconda causa è contro la Protezione civile, le Regioni, le Province e i sindaci delle 9 località a rischio di frane già individuati dalle pubbliche autorità. Si tratta di Roccaraso, Noli, Civitanova del Sannio, Erice, Acicastello, Santa Marinella, Mandatorriccio, San Lorenzo Maggiore, Gavazzana. Per i residenti di questi comuni si chiedono, per i pericoli corsi ancora oggi, 100mila euro a famiglia per un totale di 7,5 miliardi. No a ‘ classi-pollaio’ . Qui la disputa ha già provocato la replica del ministero dell’ Istruzione, sul punto contestato del tetto dei 25 alunni per classe che, secondo il Codacons di Carlo Rienzi, viene spesso aggirato. Per il dicastero della Gelmini, invece, tale tetto non esiste più e, in ogni caso, si tratta di «un fenomeno limitato». L’ associazione ritiene che i genitori degli studenti costretti in classi sovraffollate hanno diritto a un risarcimento stimato in 250 euro. La legge, ricordano i consumatori, prevede 1,80 metri quadri per alunno nelle scuole materne, elementari e medie e 1,96 mq nelle superiori. Al Codacons sarebbero già pervenute segnalazioni per oltre 150 istituti e per 4.100 alunni. Per questo la somma richiesta è oltre un milione di euro. (E. Fat.) Partono i primi casi in Italia di azione legale collettiva contro il settore pubblico.

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