5 Marzo 2010

Arriva il body scanner. Fazio: nessun pericolo per i viaggiatori

 

ROMA- Negli aeroporti arrivano i body scanner. La fase sperimentale comincia a Fiumicino, Malpensa e Venezia e poi sarà estesa ad altri scali. Ore 11 di ieri, inizia la prova generale: sul monitor dell’ apparecchiatura installata al terminal 5 del «Leonardo da Vinci» compare la sagoma stilizzata di un corpo umano. Impossibile riconoscere il volto, stabilire se si tratti di uomo o donna. Appaiono linee opacizzate attorno alle quali lampeggiano lucette rosse: sono le indicazioni su dove si dovrebbero fare controlli manuali più approfonditi alla ricerca di liquidi esplosivi, minuscole pinzette di plastica, piccoli contenitori e tutto ciò che può far assemblare rudimentali ordigni a bordo. E che è sfuggito a metal detector e sniffer. (Eidon) La prima volta Inaugurazione del primo body scanner all’ aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. A destra, la prova del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli L’ effettivo esordio operativo dello scanner, l’ apparecchiatura capace di «guardare» sotto i vestiti dei passeggeri, avverrà stamani con il volo Continental delle 9.45 diretto a New York. «Per ora siamo solo davanti a una sperimentazione», precisa il presidente dell’ Ente aviazione civile Vito Riggio, che assieme ai ministri della Salute e delle Infrastrutture, Ferruccio Fazio e Altero Matteoli, illustra il funzionamento del macchinario, brevettato negli Stati Uniti. Al termine del periodo di prova (tra 4 e 6 settimane) che riguarderà anche Malpensa e Venezia, verrà deciso se estenderne l’ utilizzo in altri scali. A sollecitare l’ impiego dei body scanner era stato il ministro dell’ Interno Roberto Maroni dopo il fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit della Delta Airlines, quando un nigeriano beffò i controlli dell’ aeroporto di Schiphol portando con sé un rudimentale ordigno nascosto nei pantaloni. Un episodio che ha allarmato gli apparati di sicurezza di tutta Europa: i primi scanner, sempre in fase sperimentale, hanno debuttato poche settimane fa a Heathrow (Londra) e al De Gaulle (Parigi), in Germania arriveranno entro fine anno. Per adesso il body scanner (costo 150 mila euro, l’ Enac prevede di acquistarne un’ altra decina) al «Leonardo da Vinci» sarà impiegato solo al «T5», il terminal per i collegamenti «sensibili» verso Nordamerica, Gran Bretagna e Israele. Il sistema funziona come un semaforo: se sul monitor (controllato da personale degli Aeroporti di Roma con la supervisione della Polaria) appare una luce verde, al passeggero appena transitato per la grossa cabina sistemata subito dopo il metal detector viene dato via libera. Nel caso in cui si dovessero accendere i puntini rossi, gli addetti alla sicurezza effettueranno un «body touch» più approfondito. L’ apparecchiatura è a onde millimetriche, ossia emissioni elettromagnetiche a bassa frequenza che registrano, in sostanza, il calore del corpo umano. «E’ tutto assolutamente sicuro – ha spiegato Fazio -. E’ noto che le onde elettromagnetiche non creano problemi». Il periodo di sperimentazione servirà a testare il livello di prestazione delle macchine: «Dovrà misurare la loro reale capacità di rilevare oggetti e sostanze che i metaldetector non possono individuare», ha detto Riggio. Per ora, il passeggero che non vuole sottoporsi al body scanner verrà perquisito. Ma se al termine del periodo di prova il suo utilizzo verrà confermato, il controllo diverrà obbligatorio. Per il Codacons la tecnologia «può essere potenzialmente pericolosa per la salute dei viaggiatori, perché non esistono studi che dimostrino il contrario». Critica anche l’ Adoc: «Non siamo cavie, gli esperimenti non possono e non devono essere condotti sulle persone».
 

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