22 Febbraio 2020

Arranca l’ industria nazionale

il giro d’ affari arretra per la prima volta in quattro anni, segnando un calo dello 0,3%
ROMA – L’ industria italiana arranca nel 2019. Segno in rosso sia per fatturato che per ordinativi: il giro d’ affari arretra per la prima volta in 4 anni, segnando un calo dello 0,3%. Flessione più marcata per gli ordini, che scendono dell’ 1,9%: la prima scivolata dal 2014. Per l’ Unione Nazionale Consumatori l’ Italia “sembra essere ritornata nel tunnel della crisi” e anche per la Cisl si fa più vicino “lo spettro della recessione”. Il fatturato complessivo è aumentato solo nel primo trimestre dell’ anno, mentre è rimasto sostanzialmente stabile nel secondo. A partire dal terzo trimestre si sono registrate le prime flessioni, che hanno portato la dinamica annuale in territorio negativo. Per quanto riguarda invece gli ordinativi, hanno mostrato un andamento negativo o stazionario in quasi tutti i trimestri del 2019, con l’ eccezione dell’ ultimo, in crescita Guardando al solo dicembre il fatturato scende del 3% rispetto al mese precedente e dell’ 1,4% su base annua, con riduzioni dell’ 1,8% per il mercato in terno e dello 0,7% per quello estero. Gli ordinativi aumentano del 6% su anno. La dinamica del fatturato, sottolinea Istat, riflette cali sia sul mercato interno (2,9%) sia su quello estero (3,1%), mentre quella degli ordinativi è sintesi di risultati quasi speculari registrati sui due mercati: +6,9% la crescita delle commesse provenienti dal mercato interno e -6,4% la riduzione di quelle provenienti dall’ estero. Immediate le reazioni ai dati diffusi dall’ istituto di statistica da parte dei consumatori. Per il Codacons quello dell’ industria è “ancora un flop totale” e an che per ordinativi e fatturato “si registra una Caporetto” che attesta “la grave crisi che attanaglia il comparto industriale italiano”. L’ Unione Nazionale Consumatori registra la “pessima annata” ma invita anche a considerare l'”unico spiraglio di luce” nei dati resi noti oggi ovvero “quello degli ordini interni, che salgono del 6,9% su novembre, anche se la crescita è quasi del tutto annullata da quelli esteri, crollati del 6,4% nonostante a dicembre non ci fosse ancora un effetto coronavi rus”. Commenti arrivano anche dal fronte dei sindacati. “Lo stallo su fatturato e ordinativi denunciato oggi dall’ Istat è l’ ennesima conferma dello scenario economico, produttivo, occupazionale e sociale in atto nel nostro Paese”, sottolinea la Cisl, ricordando che “l’ Italia è in avvitamento conclamato su produzione, consumi, occupazione, coesione, lo spettro della recessione torna ad avvicinarsi. E a pagarne il prezzo più alto, come sempre, sono lavoratori e famiglie”.

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