8 Giugno 2010

ARPAL: l’inchiesta, la centralina, e la bolla dimenticata…

Il CODACONS partí con un esposto – denuncia: 73 ricoveri al giorno erano imputabili all’inquinamento. Ne riportiamo alcuni passi:
"In due anni, dall’inizio del 2007 alla fine del 2008, sono stati 53.514 i casi di accesso nei Pronto soccorso avvenuti per cause riconducibili all’inquinamento, per malattie e disturbi correlabili all’inquinamento. Dalla tosse all’asma, passando per bronchiti e polmoniti, fino ad attacchi di cuore e ictus. E’ la prima volta che i dati riportati non sono generiche previsioni sui possibili effetti che l’inquinamento potrebbe avere sulla salute umana. Questa volta ci sono dati precisi ed inconfutabili come il numero di ricoveri e le persone che sono state ricoverate in ospedale. Nello studio viene sottolineato che ai picchi di agenti inquinanti corrisponde un aumento del rischio di visite al pronto soccorso del 10-15 per cento. Nel dettaglio, delle 53.514 malattie da smog, 26.151 riguardano disturbi acuti delle vie respiratorie superiori, 3.569 asma acuta, 8.536 bronchite acuta, 5.689 polmonite, 1.825 riacutizzazione di bronchite cronica ostruttiva Bpco, 4.324 scompenso cardiocircolatorio, 1.697 sindrome coronarica acuta e 1.723 ictus. (…) la normativa prevede espressamente una responsabilità per la violazione dei valori limite di emissione di materiale di particolato (PM10) in capo ai Sindaci e alle Regioni e, quindi, si chiede di aprire un procedimento per accertare eventuali profili penalmente rilevanti. (…)
Violazioni al codice penale. Sia il Comune di Milano che la Regione Lombardia hanno mantenuto un comportamento di grave inerzia, sottovalutando il problema, non attivandosi per tutelare la salute della cittadinanza. E’ chiara la loro inerzia nell’approntare le misure idonee a fronteggiare l’emergenza inquinamento, non essendosi gli stessi attivati per salvaguardare la salute dei propri cittadini messa quotidianamente in pericolo. Era indispensabile un intervento di igiene pubblica per il pericolo alla salute dei cittadini che può derivare dall’inquinamento.
> L’omissione di atti d’ufficio ai sensi dell’art. 328 c.p. (Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione) punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato del pubblico servizio che “indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo”.
> L’art. 650 del codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità) stabilisce che "Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi (…)".
> L’ art. 674 cod. pen. (Getto pericoloso di cose), stabilisce che "Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda (…). 8) Violazione l. 615/1966 e d.p.r. n. 616/1977 e art. 4 legge 833 del 23/12/1978
> La legge 13 luglio 1966 n. 615 (Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico) individua nell’ “aria, come risorsa, il bene giuridico da proteggere”. La legge si applica a tutte le emissioni in atmosfera di fumi, polveri, gas e odori di qualsiasi tipo e provenienza “atti ad alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria e di costituire pertanto pregiudizio diretto o indiretto alla salute dei cittadini e danno ai beni pubblici o privati”.
In modo particolare il Decreto Legislativo n. 206/2005 riconosce come fondamentali i diritti:
alla tutela della salute; alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi; ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità; all’educazione al consumo; alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali; alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti; alla erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza (art. 2 comma 2).
In base al disposto di tale norma, le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale, inserite nell’elenco di cui all’art. 137, sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi (art. 139), richiedendo al tribunale di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti e di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate (art. 140). (…)
con il presente esposto intende ottenere l’accertamento della violazione denunciata e la condanna dei soggetti responsabili. (Estratto dal’Esposto del CODACONS presentato alla Procura della Repubblica)
Mertedì, 1 dicembre 2009. INQUINAMENTO: FORMIGONI INDAGATO DAI PM DI MILANO (…) AVVISI DI GARANZIA ANCHE A LETIZIA MORATTI (Sindaco n.d.a.) e Guido Podestà (presidente della Provincia, n.d.a.) Mentre i politici parlano (ovviamente) di un atto politico, la Procura precisa che trattasi di atto di garanzia
(Corriere della Sera)
Il giorno successivo il CODACONS lancia una Class Action: "Non solo a Milano, ma anche nelle altre 12 maggiori città italiane la popolazione subisce i danni dalle eccessive concentrazioni di PM10" (anche dove il carbone non c’è, n.d.a.) Corriere della Sera

Ma il 2 marzo 2010 Formigoni difende l’ARPAL e il CODACONS presenta un ulteriore esposto alla procura della Repubblica, per far accertare come mai i dati dell’Agenzia siano mediamente inferiori a quelli misurati con tecnologie ISPRA (Corriere della Sera)
Il 3 marzo 2010 l’ARPAV (Veneto) si cautela e invia un esposto in Procura "l’articolo penale contestato dagli inquirenti risulta il 674: «Chiunque provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare effetti pericolosi, è – a norma di legge – punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda», in base a un articolo che il codice racchiude nella disciplina delle «contravvenzioni concernenti l’incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito».
Le inchieste sono in corso. I PM Nicola Cerrato e Giulio Benedetti hanno chiesto una proroga per le indagini.
"Il Codacons, intanto, si prepara a depositare una nuova memoria integrativa, allegando uno studio del centro comune di ricerche della Commissione europea, il cosiddetto "dossier Ispra", diffuso dai Genitori antismog, nel quale si sostiene che i dati forniti dall´Arpa sull’inquinamento da polveri sottili sarebbero sottostimati (per il Codacons fino al 40 per cento) rispetto alla realtà" (F.te: Repubblica del 11/05/2010)

 
 
 

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