10 Ottobre 2020

“Aria irrespirabile da oltre 15 giorni”

ronde0e pigutio 5tin ukidendo 140str figir distretto 63 costa d’ amalfi: tra personale carente e misure anticovid assenti
Quindici giorni di aria irrespirabile a causa dei fumi provenienti dalle fonderie Pisano. Lo ha denunciato il Codacons Campania, chiedendo al prefetto di Salerno di convocare il sindaco Vincenzo Napoli e la proprietà per disporre la chiusura immediata dell’ impianto industriale e di dare notizie sullo studio Spes. Il Cadocons, di fatti, ha presentato innumerevoli denunce nel corso di questi anni vista la grave situazione per gli abitanti di Salerno e della Valle dell’ Irno che per decenni hanno convissuto con le fonderie Pisano. Ieri mattina, cosi come negli ultimi 15 giorni, i miasmi hanno svegliato i residenti delle zone adiacenti e non solo alle fonderie Pisano ma anche del quartiere Carmine e di vaste zone del centro. “Stamane (ieri per chi legge ndr) l’ aria era ancora una volta irrespirabile, forse c’ è qualcuno che pensa che il Covid distolga l’ attenzione della società civile, ma non è così. Abbiamo chiesto con urgenza l’ intervento della Procura di Salerno affinché coinvolga immediatamente Arpac e Noe, ma soprattutto per la prima volta abbiamo chiesto l’ intervento del Prefetto per la convocazione urgente del sindaco e dei rappresentanti legali delle Fonderie Pisano per disporre l’ immediata chiusura dell’ impianto”, ha dichiarato l’ avvocato Matteo Marchetti, vice presidente Codacons nazionale che sta seguendo diversi processi che vedono protagonista lo stabilimento di via Dei Greci, a Fratte. “La situazione è estremamente grave, non è possibile continuare così – ha poi aggiunto l’ avvocato Marchetti – La salute dei cittadini non può es sere ulteriormente compromessa”. Per il vice presidente dell’ associazione di categoria, infatti, nonostante sia in corso il processo per i reati d’ inquinamento ambientale, “si continua a ledere l’ ambiente con emissioni nocive senza alcun rispetto delle norme e dei cittadini, non c’ nient’ altro da dichiarare, solo che si proseguirà con importanti azioni nei prossimi giorni con importanti azioni volte a conoscere i risultati delle indagini Spes. E’ una vergogna che si taccia su uno studio così importante che riguarda la salute dei cittadini”. La Uil Fpl continua a chiedere chiarezza per i lavoratori del Distretto 63 Costa d’ Amalfi. “Da marzo abbiamo chiesto provvedimenti per la cronica carenza di personale ma non solo – hanno detto i sindacalisti della Uil Fpl, Luigi Sommariva e Fabrizio Lanocita, che seguono la vicenda con il segretario provinciale Lorenzo Conte -. Bisogna disciplinare gli accessi alle sedi di lavoro, evitando gli assembramenti nelle sale d’ attesa e nei servizi di front -office, dotando le maestranze dei dispositivi di protezione Infine, la priorità resta la carenza di personale infermieristico per i servizi all’ utenza che va risolta assolutamente in tempi molto, molto brevi”. Il sindacato, da mesi, denuncia precarie condizioni di sicurezza e di igiene, non riuscendo a definire specifiche misure logistiche, organizzative e igienico -sanitarie. “Sollecitiamo ancora l’ attivazione del protocollo aziendale antiCovid-19. Dunque, a nostro avviso, va potenziato il personale di pulizia negli ambienti di lavoro, specifiche informative scritte sulle misure di sicurezza nei locali di immediato accesso agli ambulatori, far rispettare il distanziamento sociale e rimodulare gli orari degli ambulatori per le prestazioni specialistiche”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox