Argentina bond, nessuna proroga
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fonte:
- Gazzetta di Parma
BUENOS AIRES – « La chiusura dell`offerta per il concambio dei bond in default resta il 25 febbraio » , ha assicurato ieri un`alta fonte del ministero dell`economia all`agenzia di stampa statale Telam. Da alcuni giorni, stampa e alcuni specialisti sostengono in proposito che nonostante il progetto di legge del governo, già approvato dal senato, stabilisca che non ci sarà un nuovo swap, non è da scartare che, nell`eventualità che l`adesione allo stesso non sia rilevante, vi possa essere una proroga della data di chiusura poichè nulla lo vieta ed è previsto dai prospetti inviati alle Authority di diversi paesi. « Sono speculazioni del mercato che non meritano alcun commento » , ha precisato la fonte del ministero. Per contro, sempre secondo Telam, l`obiettivo del governo è ora quello di far sí che domani la Camera dei deputati converta in legge il progetto che vieta un futuro swap. Speculazioni a cui sembrano dare credito anche i consumatori, secondo i quali l`offerta pubblica dei bond argentini « si sta rilevando un flop ancor pi ù clamoroso di quanto messo in conto dal governo argentino, vista l`adesione inferiore al 30 per cento e le dichiarazioni del ministero dell`economia argentino, che mediterebbe di prorogare all`ultimo momento l`offerta di concambio del suo debito estero privato in default ( 81,8 miliardi di dollari) che scade il 25 febbraio » . A dirlo è l`Intesa dei consumatori, che riunisce Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori, secondo cui « non saranno certo una o pi ù proroghe ad indurre i risparmiatori di mezzo mondo ad aderire un`offerta capestro » , ma soltanto « la formulazione di una offerta pi ù concreta che l`Argentina sarà costretta ad avanzare » . Ieri intanto è slittata ( probabilmente a oggi) la comunicazione settimanale delle adesioni al concambio: l`elaborazione dei dati dovrebbe richiedere questa settimana pi ù tempo in quanto venerdí scorso era fissata la scadenza per le sottoscrizioni di obbligazioni Par e quindi si potrebbe essere registrato un balzo in avanti delle adesioni, visto che i bond Par risultano i meno penalizzanti.
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