19 Gennaio 2006

ARGENTINA: BOND; GIUDICI, LEGITTIMA SANZIONE A UNICREDIT

ARGENTINA: BOND; GIUDICI, LEGITTIMA SANZIONE A UNICREDIT

CODACONS, ORA MAGGIORI POSSIBILITA` RISARCIMENTO PER INVESTITORI

(ANSA) – BOLOGNA, 18 GEN – La multa da 473.200 euro inflitta

dal ministero dell`Economia, su proposta della Consob, nei

confronti di Unicredit per il collocamento dei bond Argentina ai

risparmiatori è legittima. Lo ha deciso – secondo quanto

riferisce un comunicato dell`associazione di consumatori

Codacons – la terza sezione civile della Corte di appello di

Bologna, precisando che “il ministero ha fatto corretta

applicazione“ delle norme in questione, e dunque l`opposizione

di “Unicredit Banca deve essere respinta in quanto infondata“.

Secondo il giudice di secondo grado, il fatto che “il

default di un titolo di Stato non fosse all`epoca dei fatti

facilmente prevedibile“ non cancella la responsabilità della

banca nel collocamento dei bond, poiché la violazione delle

norme “si incentra sulla mancata comunicazione alla clientela

di tutte quelle informazioni sulla natura, sui rischi e sulle

implicazioni dell`operazione che ben potevano essere acquisite

dalla banca“.

Questa decisione – affermano Adoc e Codacons – spiana la

strada ai risparmiatori italiani coinvolti nel crac dei bond

Argentina, in quanto aumenta la possibilità di ottenere

risarcimenti per quegli investitori che hanno perso i propri

risparmi a causa dello scorretto comportamento delle banche.

“Grazie a questa sentenza – sostengono le due associazioni

– non sarà più difficile per i risparmiatori provare le

responsabilità delle banche nella collocazione dei titoli

argentini. I cittadini interessati ad azioni individuali di

risarcimento possono scaricare gli appositi moduli pubblicati

sui siti internet di Codacons (www.codacons.it) e Adoc

(www.adoc.org) o contattare gli uffici legali delle due

associazioni“.

Il Ministero dell`Economia, su proposta della Consob, nell`

aprile scorso aveva comminato sanzioni a 25 esponenti ed ex

esponenti del consiglio di amministrazione e della direzione di

Unicredit Banca per aver, nel periodo che va da gennaio 2000 al

giugno 2002, “effettuato operazioni nei confronti della

clientela retail senza aver fornito agli investitori

informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle

implicazioni“ dell`investimento, e per aver, tra l`altro,

proposto operazioni “non adeguate al profilo degli

investitori“. (ANSA).

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