ARGENTINA: BOND; GIUDICI, LEGITTIMA SANZIONE A UNICREDIT
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fonte:
- Ansa
CODACONS, ORA MAGGIORI POSSIBILITA` RISARCIMENTO PER INVESTITORI
(ANSA) – BOLOGNA, 18 GEN – La multa da 473.200 euro inflitta
dal ministero dell`Economia, su proposta della Consob, nei
confronti di Unicredit per il collocamento dei bond Argentina ai
risparmiatori è legittima. Lo ha deciso – secondo quanto
riferisce un comunicato dell`associazione di consumatori
Codacons – la terza sezione civile della Corte di appello di
Bologna, precisando che “il ministero ha fatto corretta
applicazione“ delle norme in questione, e dunque l`opposizione
di “Unicredit Banca deve essere respinta in quanto infondata“.
Secondo il giudice di secondo grado, il fatto che “il
default di un titolo di Stato non fosse all`epoca dei fatti
facilmente prevedibile“ non cancella la responsabilità della
banca nel collocamento dei bond, poiché la violazione delle
norme “si incentra sulla mancata comunicazione alla clientela
di tutte quelle informazioni sulla natura, sui rischi e sulle
implicazioni dell`operazione che ben potevano essere acquisite
dalla banca“.
Questa decisione – affermano Adoc e Codacons – spiana la
strada ai risparmiatori italiani coinvolti nel crac dei bond
Argentina, in quanto aumenta la possibilità di ottenere
risarcimenti per quegli investitori che hanno perso i propri
risparmi a causa dello scorretto comportamento delle banche.
“Grazie a questa sentenza – sostengono le due associazioni
– non sarà più difficile per i risparmiatori provare le
responsabilità delle banche nella collocazione dei titoli
argentini. I cittadini interessati ad azioni individuali di
risarcimento possono scaricare gli appositi moduli pubblicati
sui siti internet di Codacons (www.codacons.it) e Adoc
(www.adoc.org) o contattare gli uffici legali delle due
associazioni“.
Il Ministero dell`Economia, su proposta della Consob, nell`
aprile scorso aveva comminato sanzioni a 25 esponenti ed ex
esponenti del consiglio di amministrazione e della direzione di
Unicredit Banca per aver, nel periodo che va da gennaio 2000 al
giugno 2002, “effettuato operazioni nei confronti della
clientela retail senza aver fornito agli investitori
informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle
implicazioni“ dell`investimento, e per aver, tra l`altro,
proposto operazioni “non adeguate al profilo degli
investitori“. (ANSA).
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