ARGENTINA: BOND; CONSUMATORI, TFA PUNTA A PRESCRIZIONE
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fonte:
- Ansa
VUOLE PERDERE TEMPO, A DICEMBRE SCADE TERMINE PER CAUSE
(ANSA) – ROMA, 27 mar – La Task Force Argentina decidendo il
ricorso all`arbitrato internazionale punta solo a perdere tempo
in attesa della fine di dicembre, quando scadranno i termini di
prescrizione e, quindi, i risparmiatori che ancora hanno in mano
i tango-bond non potranno più fare causa alle banche. A muovere
l`accusa, nel giorno in cui prende il via la raccolta dei
mandati per il ricorso all`Icsid (durerà un mese), sono le
associazioni dei consumatori, che invitano i risparmiatori a
“citare le banche“, invece che a favorirle come vuole fare la
Tfa.
Aderendo al ricorso all`organismo internazionale di
mediazione fra imprese e stati, infatti, “le banche italiane
uscirebbero indenni definitivamente dalla tempesta Argentina,
non pagando nessun prezzo né economico né reputazionale“,
sottolineano Federconsumatori, Adiconsum, Adusbef, Adoc,
Codacons Mdc, Unc, Confconsumatori, Assoutenti, ricordando che
per evitare la prescrizione gli investitori possono recarsi
presso le sedi delle associazioni per ritirare la lettera-tipo
interruttiva della prescrizione sia nei confronti della banca
che ha negoziato il rispettivo titolo, sia nei confronti
dell`Argentina e a spedirla ai rispettivi destinatari con
lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Le banche – secondo i consumatori – sono “colpevoli di aver
venduto bond argentini in contropartita diretta: questo vuol
dire che li avevano sul groppone e li hanno scaricati sui
consumatori. La colpevolezza degli istituti di credito è stata
già riconosciuta da diversi Tribunali, che hanno sancito la
vittoria di alcune decine di cause intentate dai risparmiatori
contro gli istituti di credito“. Il default dell`Argentina,
infatti, “si sapeva già dal 1999 e quindi se i bond sono stati
acquistati a partire da quella data, in Tribunale ci sono buone
possibilità di vincere“, aggiungono le associazioni, ribadendo
il loro invito a non aderire all`Icsid, la cui decisione è
inappellabile ed esecutiva ma non arriverà prima di un anno.
I lavori dell`Icsid (International Centre for settlement of
the investment disputes) prevedono tre fasi: una di
`registration`, in cui si chiede l`avvio della procedura; una
definita `jurisditional`, durante la quale le parti presentano
la documentazione e le motivazioni del ricorso; ed infine la
fase del `merit`, che prevede la decisione sul merito e la
sentenza . Dal pronunciamento della sentenza, inoltre, lo stato
avrà sei mesi di tempo per adempiere agli obblighi imposti.
Le associazioni temono che “in caso di arbitrato negativo
dell`Icsid, se il risparmiatore volesse ancora agire legalmente
contro la banca che gli ha venduto i titoli, la banca stessa –
concludono – potrebbe eccepire il giudizio negativo dell`Icsid
con un indubbio vantaggio processuale e, soprattutto, con la
possibilità che il giudice dichiari cessato l`interesse ad
agire, magari anche con condanna alle spese legali in favore
della benemerita banca e a carico del risparmiatore“.
Complessivamente, gli italiani travolti dal default
dell`Argentina sono stati circa 450.000-475.000, per un
ammontare di 14,8 miliardi di dollari. A non aderire alla
ristrutturazione del debito argentino sono stati circa
200.000-220.000 risparmiatori – per un valore di 6-6,2 miliardi
di dollari – che non hanno accettato i titoli offerti in cambio
da Buenos Aires, che a partire dal 2035 restituiranno solo il
30-33% di quanto avevano investito. Sono loro che da oggi si
trovano nel dilemma di scegliere o il ricorso all`arbitrato
tramite l`Icsid oppure decidere di fare causa alla banca che
aveva venduto loro i `tango bond`.
(ANSA).
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