Arezzo, assedio a Banca Etruria
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fonte:
- Avvenire
investitori manifestano davanti alla sede al grido «ladri, ladri»
ROMA «Ladri, ladri. Rivogliamo i nostri soldi rubati»: la rabbia dei risparmiatori che si ritengono danneggiati da Banca Etruria è esplosa di nuovo ieri, davanti alla sede centrale dell’ istituto di credito ad Arezzo. Una cinquantina di persone è arrivata alla spicciolata, sfidando il freddo e la nebbia, ed è rimasta per diverse ore davanti alla banca. Molti i volti noti, quelli stessi che hanno già manifestato prima davanti a Montecitorio, poi in occasione della convention della Leopolda con Matteo Renzi e davanti alla sede di Bankitalia. Ripetono le loro storie fatte di disperazione e sconforto dopo aver saputo che tutti i loro risparmi erano andati in fumo, se la prendono con il governo, con il premier, con Bankitalia e Consob, con il vecchio management della banca ma anche con la Nuova Banca dell’ Etruria. Anche se i nuovi istituti ‘ripuliti’ sarebbero disposti a dialogare sulla posizione degli obbligazionisti più colpiti, ma al momento non è arrivata alcuna richiesta formale in tal senso. Durante la manifestazione non sono mancati momenti di tensione soprattutto quando un gruppo ha cercato di entrare nella sede della banca, qualcuno ha preso a pugni la porta a vetri d’ ingresso, hanno guadagnato l’ atrio, ma poi sono stati bloccati prima di raggiungere la seconda porta d’ ingresso. C’ è stato anche il lancio di qualche uovo, ma la protesta, seguita dalle forze dell’ ordine, non è mai degenerata. Per un po’ di tempo il traffico è rimasto paralizzato in due strade della città. «Questo governo avrà salvato seimila posti di lavoro – ha detto un manifestante proveniente da Città di Castello – ma ha gettato sul lastrico 130mila risparmiatori. Ho tolto tutti i conti che avevo dalle banche italiane, troppo inaffidabili ». «Aiutateci – ha aggiunto una donna di Empoli -, dateci una mano a recuperare ciò che è nostro». All’ uscita dal lavoro alcuni dipendenti della banca si sono soffermati con chi contestava, esponendo tutto il loro disagio per quanto sta accadendo. La maggior parte degli impiegati ha seguito quanto accadeva chiuso dentro gli uffici, in qualche caso alla finestra. Intanto il Codacons, che ha appoggiato la manifestazione e ne ha annunciate altre per i prossimi giorni, ha fatto sapere che si stanno definendo le prime azioni risarcitorie. «Le nostre iniziative a tutela dei risparmiatori non si fermano alle proteste di piazza – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – . Stiamo infatti definendo le prime cause risarcitorie che partiranno a inizio 2016, attraverso le quali gli investitori che hanno visto azzerati i propri risparmi chiedono il rimborso integrale delle obbligazioni subordinate, vendute in modo truffaldino senza adeguate informazioni sui rischi e in mancanza di avvisi alla clientela circa lo stato di dissesto degli istituti emittenti». Il vice-ministro dell’ Economia Enrico Morando ha commentato la manifestazione di ieri sottolineando che il governo è intervenuto per evitare il peggio in una situazione «gravissimamente pregiudicata». Le proteste dei risparmiatori sono «sacrosante», ha affermato, ma vanno rivolte verso «gli amministratori di queste banche, che certo non hanno usato con appropriatezza e prudenza i loro poteri per tutelare quel tipo di investimenti». (r.r.) SIT-IN Nelle foto di pagina: alcuni momenti del presidio di protesta, ieri mattina ad Arezzo, organizzato da un centinaio di risparmiatori beffati dal decreto Salvabanche davanti alla sede storica di Banca Etruria, che assieme a Banca Marche il principale fra i 4 istituti andati in difficoltà.
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